Precari e contratti a termine sono già a casa. Almeno la fetta più consistente: e nei prossimi mesi la crisi colpirà ancora di più il tessuto produttivo bolognese. L’allarme lo lanciano i metalmeccanici della Fiom, che oggi si sono riuniti proprio per discutere della situazione economica delle aziende dell’automotive, del motociclo (-40% di produzioni), dei veicoli industriali (in alcuni settori anche -60%) e autobus.
Un allarme tanto circostanziato, che le tute blu si preparano a raccogliere le firme per una petizione che vuole ripristinare la cassa integrazione all’80% del salario.
Ad oggi, dice Bruno Papignani segretario provinciale della Fiom, numeri alla mano “sono 426 le aziende metalmeccaniche che utilizzano la cassa integrazione ordinaria“. Aziende che occupano 22.558 addetti (16.842 cassintegrati), a cui si aggiungono 800 lavoratori di 170 aziende artigiane.
La crisi nel bolognese, annuncia il numero uno della Fiom bolognese, porterà “al cambio degli assetti societari di tante imprese, e speriamo non finiscano nelle mani di banche o di finanziarie”.
“La situazione nel mese di aprile e maggio peggiorerà e di molto” dice Papignani. E anche la filiera “ne risentirà”. Ma c’è chi la crisi l’ha già subita. “Ho tralasciato i precari perché è il mio punto debole – afferma Papignani -. Con pochissime eccezioni, gli interinali, i contratti a progetto e quelli a termine sono già a casa.“

