4 ago. – “Sindacati di comodo“. Sono parole dure quelle del coordinatore dell’Unione Sindacale di Base, Massimo Betti, che racconta lo stupore con cui il 2 agosto scorso ha visto arrivare in Prefettura, ad un tavolo convocato tra il sindacato di base e una cooperativa che ha in appalto i lavori di facchinaggio all’interno dell’aeroporto, la controparte aziendale accompagnata dai rappresentanti di categoria di Cgil, Cisl e Uil.
Il sindacato di base è impegnato da tempo nel denunciare le condizioni di lavoro “al limite dello schiavismo” praticate all’interno di alcune “cooperative spurie” che lavorano al Marconi. Per questo, come da prassi, il sindacato è stato convocato in Prefettura insieme ai rappresentanti del consorzio Gesco Nord, lo scorso 27 luglio. In quella sede i sindacalisti illustrano alcune questioni che riguardano l’applicazione del CCNL all’interno della Cooperativa Olimpia. L’incontro viene poi sospeso su proposta del rappresentante del Prefetto “per prendere visione – si legge nel verbale conclusivo – dell’accordo che dovrebbe essere siglato in data odierna a Piacenza, accordo che potrebbe superare alcune delle quesioni sollevate dalla rappresentanza Usb“. La riunione viene aggiornata al pomeriggio del 2 agosto. A quella riunione di presentano anche i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil: non avendo però richiesto loro il tavolo relativo alla procedura di raffreddamento vengono invitati a non prendere parte alla riunione. “Non è pensabile che un sindacalista – dice Betti – si presenti ad un tavolo in Prefettura chiamato dalla controparte, a sostenere quindi le tesi della controparte. E’ una cosa che per me era inimmaginabile e su cui vorremmo un chiarimento politico da parte delle segreterie confederali di questi sindacati“.
Ad Usb risponde la Cgil: “Volevamo far presente l’accordo, visto che si stava discutendo dell’applicazione di un contratto che io come sindacalista a gennaio ho firmato, a differenza loro”, rivendica Mauro Barutti della Filt, che spiega che a quel punto, “l’Usb ha preteso di procedere in maniera separata, dando alla Prefettura l’ultimatum ‘O loro o noi'”.

