Fino a 3mila euro agli inquilini morosi per evitare gli sfratti

8 lug. – Gli inquilini che, a causa della crisi, sono in ritardo con il pagamento dell’affitto potranno ricevere un contributo a fondo perduto fino a 3mila euro. E’ la principale novità del Protocollo anti-sfratto tra enti locali, Prefettura, istituti di credito e fondazioni bancarie, già approvato dalla Giunta Merola, che aggiorna quello del 2010.

Il protocollo sarà in funzione da ora in via sperimentale fino a dicembre. Per avere accesso al ‘Fondo di salvaguardia’, gli inquilini dovranno dimostrare: di essere stati colpiti, dopo l’1 gennaio 2009, dalla crisi (cioè: che almeno uno dei componenti del nucleo famigliare abbia perso il lavoro, sia in cassa integrazione o se precario non si sia visto rinnovare il contratto, etc..); di avere accumulato un debito massimo di 8mila euro negli ultimi 12 mesi; di non essere proprietari di immobili; di avere un Isee non superiore a 17.155 euro. Inoltre, perché la procedura vada in porto, è necessario che lo sfratto non sia già stato eseguito, che il contratto sia regolarmente registrato, che l’inquilino sia residente, che il contratto d’affitto abbia superato la metà della sua durata. Fondamentale, poi, per l’operazione è che ci sia il consenso da parte del proprietario che deve rinunciare al 20% della morosità.

Se tutte le condizioni sono soddisfatte, come funziona il protocollo? La metà del debito, fino a un massimo di 3000 euro, viene coperta dal Fondo, e la restante parte sarà a carico dell’inquilino che dovrà versarla in un’unica quota. Per fare questo, l’inquilino moroso potrà chiedere un finanziamento da restituire in un massimo di 4 anni.

Il fondo di salvaguardia può contare su 400mila euro della Regione Emilia Romagna. Le Fondazioni bancarie contribuiscono invece con 500mila euro al Fondo di garanzia che servirà a garantire i crediti assunti dalle banche. I fondi sono gestiti dalla Provincia.

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