15 apr. – Occupare la fabbrica. E’ questa la nuova prospettiva della lotta alla Fini di Zola Predosa dove l’azienda vuole licenziare 108 lavoratori. Il sindacato Rdb chiede unitarietà a Fiom e Fim e intanto passa alle vie legali. La cassa integrazione in deroga, secondo il ragionamento del sindacato di base, è stata sostanzialmente un’anticipazione delle 108 lettere di licenziamento che da lunedì diventeranno effettive. Sembra chiarirsi anche il ruolo ambiguo delle banche che avrebbero ricattato l’azienda imponendo la ristrutturazione: un lavoratore ha raccontato che ieri la figlia del patron uscendo dallo stabilimento si è rivolta al presidio e avrebbe detto che “le banche pressano” facendo i nomi di “Unicredit, Cassa di risparmio di Cento e Banca Popolare dell’Emilia Romagna”.
I parlamentari del Pd hanno presentato un’interrogazione al ministro Claudio Scajola perché il Governo chieda l’immediato ritiro dei licenziamenti. La mobilitazione prosegue con la solidarietà anche dalle altre fabbriche del territorio.
Ascolta Luigi Marinelli delle Rdb marinelli

