Fini Compressori. Fallita la trattativa, la rabbia dei lavoratori

20 apr. – Durissima la reazione dei sindacati dopo la fumata nera di oggi pomeriggio in Provincia, all’incontro tra Marco Fini, il patron dell’azienda di Zola Predosa, e l’assessore provinciale alle Attività produttive, Graziano Prantoni. “E’ una situazione senza precedenti“, ha commentato a caldo ai nostri microfoni Bruno Papignani, “soprattutto per questa determinazione, per questa cattiveria. Fini non solo ha confermato i 108 licenziamenti, ma non ha offerto garanzie nemmeno per gli altri 120 lavoratori, arrivando perfino a minacciare la liquidazione dell’azienda”. Si tratta “di una situazione molto complessa“, ha continuato, “stasera ci riuniamo in assemblea e domani decideremo come proseguire la lotta”. Una situazione, quella della Fini Compressori, di enorme tensione, dunque, anche perché “dovremo cercare di mantenere unità tra i 108 lavoratori in mobilità e i 120 che hanno partecipato a quasi nove giorni di presidio e ora hanno il diritto di tornare a lavorare”.

Se istituzioni e sindacati hanno “provato tutte le strade possibili”, è stato infine il commento dell’assessore Prantoni dopo l’incontro, “c’è stata una chiusura molto forte da parte dell’azienda, che si è intestardita sui licenziamenti che ha fatto partire. E’ la prima volta che ad un tavolo di salvaguardia si arriva ad una rottura di questo genere”.
Per Papignani, si tratta di “una battaglia per il lavoro che va giocata tutta. Occorre far sapere che, chi segue l’esempio di Fini, la paga cara“. Il sindacalista, infine, ha già scritto a Vasco Errani, a Beatrice Draghetti, al leader di Unindustria Maurizio Marchesini, chiedendo un incontro urgente ai massimi livelli: “la situazione è gravissima“, ha concluso Papignani. Tutti i lavoratori si riuniranno domattina in assemblea e per tutta la giornata continueranno lo sciopero.

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