16 nov. – “Finché morte non ci separi“. E’ questo il titolo della quinta edizione del Festival della Violenza illustrata organizzato dalla Casa delle donne per non subire violenza. Proiezioni di film e documentari, presentazioni di libri, incontri e dibattiti per riflettere sulla violenza di genere. In conferenza stampa, Chiara Cretella, organizzatrice del festival, e Angela Romanin, responsabile formazione della Casa delle Donne, hanno presentato i dati della ricerca sul femicidio in Italia nel 2009: sono state 119 le donne uccise l’anno scorso, dato in costante aumento dal 2006, quando si è iniziato questo lavoro di mappatura della stampa nazionale. La maggior parte delle vittime sono italiane, il 70%, così come italiani sono gli autori, il 76%; ad uccidere sono in prevalenza uomini molto vicini alla vittima: nel 36% dei casi si tratta di mariti, nel 18% di conviventi o partner, nel 9% di ex e nel 13% ad uccidere è un parente prossimo (padre, fratello, figlio). La ricerca dimostra come il luogo più pericoloso per una donna sia la propria abitazione: il 70% dei delitti è avvenuto tra le mura di casa.
A Bologna, i dati di quest’anno aggiornati al 31 ottobre parlano di 519 donne che si sono rivolte alla Casa, a fronte delle 490 del 2008 e le 517 del 2009. A fronte dei dati registrati finora, il 2010 rischia di far registrare un nuovo picco nelle richieste di assistenza, dopo quello del 2007 quando si rivolsero alla struttura 551 donne vittima di violenze.
Chiara Cretella, che oltre ad organizzare il festival si occupa dell’Ufficio Promozione della Casa delle Donne, ha precisato la distinzione tra femminicidio e femicidio: il primo indica qualsiasi comportamento discrimatorio compiuto ai danni di una donna; il secondo indica invece l’omicidio.
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Per consultare l’intero programma del festival, che si tiene dal 15 al 30 novembre in vari luoghi della città, potete cliccare qui.

