7 giu. – “E’ una finanziaria di lacrime e sangue“. Il senatore democratico Walter Vitali ha commentato così la finanziaria targata Tremonti e da poco presentata alle Camere. Sono 400 i milioni di euro in meno di trasferimenti Stato-Regione e 20milioni i tagli economici al comune di Bologna. “Già oggi – ha detto l’ex capogruppo bolognese del Pd, Sergio Lo Giudice – il Comune di Bologna sta facendo i salti mortali per supportare le famiglie in difficoltà. Dall’anno prossimo non potremo più assicurare i servizi che stiamo garantendo oggi”. Andrea De Maria, segretario uscente dei Democratici in provincia, ha rincarato la dose definendo la finanziaria “un bollettino di guerra”. “Il governo – ha spiegato – ha deciso che dal prossimo anno la crisi la pagheranno i più deboli“. I tagli, cioè, si abbatteranno su nidi, scuole dell’infanzia e assistenza agli anziani.
I tagli previsti dalla finanziaria (decreto legislativo n. 78/2010) sono pesanti. Ai 400 milioni di euro di tagli per l’Emilia-Romagna occorre poi aggiungere i vincoli derivanti dal Patto di stabilità interno, che impediscono alle Regioni investimenti e mutui. Per l’Emilia Romagna si tratterebbe di altri 250 milioni di euro immobilizzati solo per il 2011. Spalmando i tagli su tutti i capitoli di spesa, ha calcolato il Pd, questi verrebbero ridotti (escludendo sanità, personale e spese in conto capitale) del 25%. In altre parole, nel 2011 verrebbe a mancare un euro su quattro rispetto alla spesa del 2010.
A Bologna i tagli saranno invece di circa 20 milioni di euro per il 2011 e di 36 milioni per ciascuno degli anni 2012 e 2013. Una sforbiciata del 15% per le spese comunali, che sarà ancora più pesante visto il blocco di Ici e Irpef e la mancata restituzione integrale relativa all’abolizione dell’Ici sulla prima casa: 3 milioni di euro solo per il 2008. I vincoli del Patto di stabilità colpiranno anche Bologna: per l’anno prossimo rimarrebbero bloccati, spiegano i Democratici, 6 milioni di euro e per il 2012 la cifra raddoppierebbe. Ma non è finita. I tagli generalizzati colpirebbero anche i trasferimenti che dalla Regione arrivano a Palazzo D’Accursio. Tre milioni in meno solo per l’anno prossimo, tanto quanto l’intero fondo per la non autosufficienza del Comune di Bologna.
“E’ una manovra sbagliata, illiberale e recessiva, in definitiva suicida“, ha concluso il senatore del Pd Giancarlo Sangalli che ha posto l’accento sul “non senso”, così l’ha definito, di una manovra che prende il 70% del suo ammontare (23 miliardi in tre anni) dagli enti locali, che invece gravano solo del 30-35% sul bilancio statale. “Uno squilibrio assoluto“, ha concluso.
Qui l’analisi del Partito Democratico sulla manovra finanziaria.

