Bologna, 16 gen. – Più soldi per la produzione audiovisiva, pubblici e privati. E’ quello che si aspetta in Emilia-Romagna chi opera nel settore. Da anni sottolineano alcuni. Ma ora l’idea è di intrecciare i destini di chi lavora nell’audiovisivo con quelli delle altre imprese del territorio e con il turismo.
Se ne è parlato il 15 gennaio al convegno “La regione per il cinema: quando un film è un investimento”, organizzato da Digicittà, che consorzia 13 imprese multimediali del territorio. Massimo Fantini ne è il presidente
Per gli assessori alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli e alla cultura Massimo Mezzetti il convegno è stata l’occasione per presentare ufficialmente la volontà di creare un film fund, che fino al 2020 porterà in regione 6 milioni di euro di fondi europei
E’ tempo di cambiamento per la Film commission dell’Emilia-Romagna, nata nel 1997 col “compito di promuovere il territorio regionale quale “set” di produzioni audiovisive”.
Claudia Belluzzi, ne è la responsabile
Il fondo lo aspettano tutti. Piccoli medi e grandi del settore audiovisivo emiliano-romagnolo.
Giovanna Canè è stata coordinatrice e direttrice di produzione per documentari della Movi Movi di Bologna, per la serie televisiva “L’ispettore Coliandro” e per film come “Prima dammi un bacio” e “La vita di Enzo Ferrari”
Un’altra voce raccolta fra il pubblico del convegno è quella di Niccolò dell’associazione Kinodromo – che promuove la diffusione di opere cinematografiche. Lui è anche un piccolo produttore con la 6 per 2.
Uno che crede che il fondo si farà è Giorgio Diritti, il regista dell’Uomo che verrà
Per Ivan Olgiati di Articulture sarà importante il confronto col sistema internazionale di produzione.
Al convegno si è parlato anche di tax credit, un dispositivo di credito d’imposta che permette sia per le imprese del settore che per le altre di compensare debiti fiscali con il credito maturato con un investimento nel cinema. Una formula che ha dato buoni frutti per esempio in Friuli nella produzione del film “Il ragazzo invisibile” di Gabriele Salvatores e nel caso della serie televisiva “Il commissario Montalbano”.


