L’opposizione prosegue una dura polemica con la decisione del Governo di non mandare un proprio esponente al trentennale della strage alla stazione di Bologna. “L’assenza è un oltraggio: punto e basta – dice Emanuele Fiano, presidente forum Sicurezza del Pd – Non sono necessarie altre definizioni. E’ un oltraggio alla memoria dei morti e alla tenacia dei vivi che da 30 anni chiedono una verità definitiva. Chi rappresenta il Paese deve avere il coraggio di sopportare anche i fischi e le contestazioni quando chi protesta rappresenta l’offesa di non avere avuto ancora giustizia. Per questo nessuna scusa o spiegazione può essere accettabile. L’assenza è un oltraggio che non può essere scusato”.
Una tesi sostenuta anche dal segretario del partito Pierluigi Bersani per il quale è impensabile “che trent’anni dopo ci sia un governo che non viene a ricordare e a sentire anche cosa hanno da dire i familiari delle vittime, che hanno ancora cose da chiedere”. “Abbiamo un governo fatto di gente che vuole solo applausi – ha aggiunto – vuole essere sicuro di avere solo applausi. Ma purtroppo la vita reale non funziona così. La trovo una cosa veramente sconveniente, veramente brutta”. E alla domanda se domani sarà in corteo: “Certo che vengo”.
Per il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando, “il ministro La Russa dovrebbe vergognarsi e chiedere scusa ai familiari delle vittime che ha insultato. Non solo il governo non si presenterà domani alla commemorazione, ma si permette anche, con arroganza, di offendere i parenti della strage degli innocenti. Se ogni anno i ministri vengono contestati è perché ancora, a distanza di 30 anni dalla strage, non si è fatta luce piena sui mandanti e sugli esecutori. Chi ha perso un familiare ha il diritto di conoscere la verità. E non sarà l’arroganza di La Russa a ostacolare la ricerca di giustizia. Noi dell’Idv siamo solidali con i familiari che, nella totale assenza dell’esecutivo, ricorderanno domani i loro cari”. (ANSA)

