Bologna, 27 ago. – Niente più filuzzi, ora è la dance la vera musica democratica. La rivoluzione renziana investe anche il programma musicale della Festa nazionale del Partito democratico al Parco Nord di Bologna. Il 12 e il 13 settembre potrebbe tenersi nell’Arena Joe Strummer, luogo da sempre consacrato ai concerti rock, un fine settimana a base di musica Dance e House. Direttamente dal Cocoricò e da altre importanti discoteche romagnole potrebbero approdare in città i dj che fanno saltare il popolo della notte in Riviera. Ne dà notizia oggi il Resto del Carlino che fa un nome: Gabry Ponte, dj di fama internazionale e membro degli Eiffel 65.
A dire il vero, la “filuzzi”, il ballo liscio bolognese, non mancherà e nell’apposito spazio anche quest’anno si esibiranno i complessi che a suon di mazurche e hully gally scaldano i piedi e il cuore dei militanti più “esperti”. Ma è comunque una vera e propria rivoluzione quella a cui sta lavorando il responsabile del programma del Parco Nord, Davide Di Noi, che oltre ad occuparsi della comunicazione di via Rivani, collabora come pr con molte discoteche della città e della Riviera. “Stiamo lavorando per tenere il prezzo basso- dice Di Noi-. Sicuramente sotto i 10 euro”. Le serate di questo tipo, nei locali della riviera, girano a quote ben più alte, i 25 e i 45 euro e oltre. Un applauso al tentativo di Di Noi arriva anche da Lele Roveri, ex responsabile feste del partito bolognese e direttore artistico dell’Estragon: “Io credo che sia un’operazione sensata. Un po’ perché va nella direzione che stiamo prendendo che è quella della riqualificazione del Parco, di trasformare anche l’Arena Joe Strummer in un’arena più fruibile dove vengono fatti eventi di diversa natura, quindi non solo rock”.
“Un’operazione giusta” dice Roveri, che però avrebbe qualche problema di natura logistica. In primis proprio lo spazio, pensato come arena per concerti e non come pista da ballo. Inoltre, c’è una questione d’orario: “Uno dei grandi limiti che rimane sull’Arena Joe Strummer è quello che a mezzanotte deve terminare tutto. Quindi saranno serate un po’ atipiche rispetto al popolo della notte del Cocoricò” dice Roveri. L’ipotesi che si sta affacciando è quella di fare esibire i dj dal mezzogiorno alla mezzanotte. Il modello lo indica sempre Roveri nella Holi Gaudy, una festa a base di musica elettronica e polvere colorata che mutua una tradizione indiana, in programma al Parco Nord il 20 settembre: in quel caso l’orario sarà dalle 13 alle 22. “Tutt’al più ci si inventerà un after show all’Estragon” dice Roveri.
Oltre alla Dance (se sarà confermata) la festa al Parco nord vedrà esibirsi, divisi tra Estragon e Arena, vari gruppi interpreti di sonorità più “da festa dell’Unità”: Le Luci della centrale elettrica, insieme ai Virginiana Miller e a Rachele Bastrenghi il 3 settembre (Estragon); i Nomadi il 4 (Arena); Caparezza (Arena) e Caribou (Estragon) il 6. Il programma, anche in questo caso, è in corso di definizione anche se non ci dovrebbero essere grosse sorprese. Oltre alla spending review portata avanti ormai da anni, a determinare la scarsa presenza di band sui palchi della festa (minore di certo agli anni passati) è dovuta a due fattori. Da un lato “gli artisti che sembrano non essersi accorti della crisi” dice Roveri che lamenta cachet troppo alti. Dall’altro il fatto che con, l’estate bolognese sempre più fitta di concerti dal vivo, è difficile trovare gruppi che non abbiano già suonato a Bologna negli ultimi tempi.


