Ferroviere muore nel suo gabbiotto. Per la Uil è stato abbandonato dalle Fs

E’ morto solo, per un malore, nel gabbiotto dove lavorava e che usava come alloggio. C.M., queste le iniziali dell’uomo di 51 anni, era un ferroviere deviatore, un’attività legata alle operazioni di circolazione dei treni, ma era stato demansionato a seguito di una depressione ed assegnato alla sorveglianza del cancello automatico di via Bovi Campeggi.

A dare l’allarme sono state le persone che hanno trovato il portone chiuso, probabilmente bloccato dallo stesso ferroviere nel tentativo di chiedere aiuto. Da tempo senza fissa dimora dormiva nella sala d’attesa della stazione, sulle panchine del piazzale e spesso utilizzava il suo gabbiotto come alloggio. Una situazione che, accusa la Uil Trasporti che ha reso nota la vicenda, era a conoscenza dell’azienda che però l’ha abbandonato a mansioni dequalificate.

Per Maurizio Longo, segretario della Uil trasporti, “è assurdo ed inaccettabile dover denunciare una morte a causa di una condizione lavorativa ai limiti dell’umanità che invece si poteva evitare dando almeno la disponibilità all’utilizzo di un alloggio di servizio, alloggi che oggi sono tenuti chiusi ed inoccupati”.

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