Ferrovie. Il prof Ponti stronca la Regione: “Gara sbagliata, così altro che concorrenza”

treni legambienteBologna, 27 feb. – La gara del ferro è fallita. Alla chiamata della Regione per l’assegnazione ventennale del trasporto ferroviario regionale non ha risposto nessuno, ad eccezione degli attuali gestori del servizio (Trenitalia e Tper) che in associazione hanno presentato sì un’offerta, ma al rialzo. Una doppia anomalia che ha obbligato l’assessorato ai trasporti guidato da Raffaele Donini ad avviare un negoziato ancora in corso. Nodo del contendere il prezzo. Quello stabilito dalla Regione, dice ad esempio Tper (controllata al 46,13% dalla stessa Regione) sarebbe troppo basso. “E’ eccessivo parlare di una gara finta, si può però parlare di una gara pensata per non avere concorrenza“. Parole dure quelle del professore Marco Ponti, docente del politecnico di Milano ed uno dei massimi esperti in Italia in tema di trasporti.

Per Ponti c’è un solo modo per migliorare il servizio e avere costi più bassi: aprire alla concorrenza attraverso gare brevi (5 o 7 anni) e lotti piccoli. L’esatto contrario di quanto successo in Emilia-Romagna, dove è stato scelto il lotto unico e l’assegnazione ventennale del servizio. “Un tempo eterno – dice Ponti – così l’operatore vincitore non sarà stimolato nel garantire un buon servizio. Le penalità – argomenta il professore – da sole non funzionano, anche perché se vince Trenitalia verranno ammortizzate da un bilancio sussidiato dalla Stato, quindi da noi”. Ponti cita l’esempio tedesco, dove le gare regionali del ferro hanno costretto l’ex monopolista Deutsche Bahn a diminuire i costi e fornire in sostanza un servizio migliore.

“La gara del ferro in Emilia-Romagna – dice Ponti – ha invece manifestato una volontà politica di non avere concorrenza. In Italia succede sempre così, stiamo meglio col monopolio sui servizi pubblici. Come se non ci fosse un problema di scarsità dei fondi pubblici. Se la gara del ferro in Emilia-Romagna avrà un solo vincitore – attacca Ponti – quell’operatore potrà fare quel che vuole”.

Ponti commenta anche l’unica offerta al rialzo arrivata alla Regione Emilia-Romagna, anche in considerazione delle dichiarazioni di Tper raccolte da Repubblica Bologna. “Servono più soldi, così la gara non è sostenibile”, ha detto al quotidiano Claudio Ferrari, direttore di Tper. “L’ipotesi benevola – spiega Marco Ponti – è che la Regione ha sbagliato a fare i conti. Quella malevola, ma siamo nel campo della teoria non dimostrata, è che ci sia stato un atteggiamento collusivo. Comunque, e su questo non ci sono dubbi, non si può fare un bando per 20 anni a lotto unico e sperare di avere una vera concorrenza”.

La vede diversamente il sindacato Fast . Gianluca Fortunati, macchinista che per il sindacato segue il tema, giudica il bando regionale “ambizioso”. Paradossalmente si tratta di una critica. “La Regione ha richiesto nel bando molti investimenti e il 55% di nuovi treni acquistati. Se le richieste fossero state meno pesanti forse avrebbero partecipato altri player”. Per il sindacato Fast la trattativa attualmente in corso tra Regione e Trenitalia-Tper potrà essere fatta non tanto sul prezzo, quanto “sui nuovi treni da comprare o sul personale”. Fortunati non concorda però con il Marco Ponti sulla questione dei lotti piccoli. “Non siamo in Germania, il rischio di un’operazione del genere è quello di non trovare nessuno disponibile a gestire le tratte meno redditizie. L’utenza regionale non consente di fare lotti piccoli. Al di là della Milano-Piacenza-Rimini le altre linee sono marginali. Il lotto unico garantisce invece che con gli introiti delle tratte redditizie si finanzino le linee minori”.

Le reazioni della politica. Il neo assessore regionale Raffaele Donini, che ha ereditato la gara dal suo predecessore, specifica su facebook che “l’offerta, presentata (al rialzo) solo dalla cordata formata da Trenitalia e Tper, verrà ora rinegoziata sia con le due aziende italiane (costituite in un’A.T.I) sia con i tedeschi del gruppo Arriva. Entrambi hanno infatti formalizzato la disponibilità di rinegoziare condizioni economiche più favorevoli”. Le critiche però non sono mancate.

I 5 Stelle hanno rilevato un quanto meno potenziale conflitto di interessi.” La regione – scrivono in un comunicato i consiglieri comunali Bugani e Piazza assieme alla consigliera regionale Silvia Piccinini – emette una gara per la gestione del trasporto locale, a cui poi partecipa direttamente attraverso l’azienda Tper da lei controllata.Un leggero conflitto di interessi, anche perché la tecnica da furbacchioni della domenica è sempre quella: lanciano una gara al con un prezzo così basso da scoraggiare la partecipazione di altre aziende, se la autoaggiudicano perché a quei prezzi altri non partecipano, e poi una volta autoaggiudicatisi la gara chiedono dei soldi in più a se stessi per tenere in piedi il servizio. Semplice no?! Avevamo detto all’epoca della fusione fra Atc e Fer che questo sarebbe poi accaduto e ci dissero che non era vero. Ora giudicate voi. E se poi ora, dovendo rilanciare, alla fine il mega appalto per il trasporto pubblico se lo aggiudicassero i tedeschi?  Sarebbe un clamoroso autogol?”. “Il bando è stato fallimentare e non all’altezza dell’obiettivo minimo – rincara la dose Giulia Gibertoni dei 5 Stelle – Perché alla fine è stata presentata un’offerta unica, perché 22,5 anni di affidamento sono un tempo inaccettabile, perché le gare a lotto unico, come questa, di fatto naturalizzano un monopolio di lunghissima durata”. Gibertoni chiede una nuova gara che però “non deve essere più a lotto unico, ma per lotti omogenei e contendibili, con tutte le garanzie occupazionali, e anche con quelle di ammodernamento del servizio e di gestione all’altezza degli obiettivi. E nel pieno rispetto delle esigenze degli utenti: quei pendolari così tanto citati a parole e così tanto lasciati a se stessi nella triste e immutabile quotidianità ferroviaria di questa regione”.

“La gara del ferro è una farsa fantozziana, un’autostrada aperta per fare che le cose non cambino mai”, attacca il capogruppo della Lega Nord in Regione Alan Fabbri. Fabbri annuncia un esposto all’Antitrust annuncia un esposto all’Antitrust.  “C’è un chiaro cortocircuito: l’appalto lo fa Fer, che è società della Regione e la Regione è azionista al 46% di Tper, che è l’unica in corsa. È follia. Viale Aldo Moro è di fatto stazione appaltante e si candida ad essere appaltatrice unica del servizio treni. E, per non mancare l’obiettivo, potrebbe pure iniettare 14milioni di euro di risorse pubbliche alla ‘propria’ cordata per partecipare alla ‘corsa solitaria’ per la gestione dei treni locali”.

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