Ferrovie. Fallisce la gara d’appalto regionale

Bologna, 24 feb. – Doveva essere un punto di svolta per il trasporto ferroviario regionale. Una gara europea tramite la quale scegliere l’operatore a cui affidare le ferrovie dell’Emilia-Romagna per i prossimi 20 anni. Invece non ha partecipato nessun grande player europeo, ad eccezione di Trenitalia in associazione con Tper, le compagnie che già ora si occupano dei treni regionali. C’è di più. L’unica offerta arrivata è superiore alla base d’asta, del 7% per il trasporto su treno e del 24% per quello su gomma. Il risultato è che la Commissione aggiudicatrice non ha potuto affidare il servizio.

Alla stazione appaltante (Ferrovie Emilia Romagna, la società che gestisce la rete ferroviaria per conto della Regione) non rimane altro da fare che contrattare con gli unici offerenti, e cioè il duo Trenitalia-Tper, e con Arriva Italia Rail, società del gruppo Deutsche Bahn (le ferrovie tedesche) che non ha presentato offerte ma si era accredita per la gara in fase di preselezione. Si tratta di una trattativa diretta che la Regone ha già intavolato con Trenitalia e Tper. A giudicare dalle parole dell’assessore ai trasporti Raffaele Donini il nodo resta il prezzo. Trenitalia e Tper chiedono più di quel che la Regione è pronta a dare. Ma il dialogo c’è. “La disponibilità di Trenitalia e Tper, in associazione di impresa fra loro, di migliorare l’offerta economica per la gestione dei servizi ferroviari della Regione Emilia-Romagna è un fatto importante”.

Ad essere preoccupati sono i sindacati, che ricordano come gli obiettivi della gara possano in qualche modo essere messi in pericolo dalla trattativa diretta. Saltando la gara, ragionano Cgil, Cisl e Uil, saltano non solo il prezzo di base definito dalla Regione, ma potenzialmente anche i paletti fissati nel bando di gara. E quindi la durata dell’affidamento (22 anni), il rinnovo di tutti i treni, gli obiettivi in termini di aumento del traffico e di riduzioni dei ritardi. Insomma, tutto potrebbe essere messo in discussione. “Chiediamo – si legge in un comunicato di Cgil-Cisl e Uil – che la Regione confermi i termini della gara insieme al rispetto dei protocolli sindacali sottoscritti, che prevedono la necesità di migliorare il servizio. Segnaliamo che le risorse pubbliche aggiuntive sono difficilissime da reperire. In altre parole mucche da mungere non ve ne sono più, a partire dai clienti del servizio”.

A preoccupare i sindacati è anche il rischio che i tempi dell’assegnazione ore si allunghino. Michele de Rose della Filt Emilia Romagna

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