Budrio, 30 ott. – Abderrahim Qablaoui è stato condannato a trent’anni di carcere per l’omicidio di sua moglie, Jamila Assafa, uccisa a coltellate nella sua casa di Budrio il 23 febbraio scorso. L’uomo, 54 anni di origine marocchina, è stato condannato con rito abbreviato dal gup Bruno Perla per omicidio volontario aggravato da futili motivi.
L’omicidio avvenne al culmine dell’ennesima lite. L’uomo, dopo aver sferrato la coltellata mortale alla moglie, fuggì sulla sua Punto portandosi dietro i due figli piccoli: una bambina di 3 anni e un maschio di 16 mesi. E’ probabile che i due bambini abbiano assistito all’omicidio della madre. Poche ore dopo essere scappato, Qablaoui si era costituito nella stazione dei Carabinieri di Budrio, non prima di aver portato i figli ad una sorella.
L’uomo rischiava una condanna all’ergastolo ma il giudice, pur non riconoscendo le attenuanti generiche, ha scelto la condanna a trent’anni tenendo conto dello sconto previsto dal rito abbreviato,

