5 mar. – A pochi giorni dall’8 marzo, la Casa delle donne per non subire violenza ha presentato il rapporto annuale sul femicidio. Nel 2012 sono state 124 le donne uccise (in leggero calo rispetto alle 129 morti del 2011). Se si considerano anche le altre vittime, come figli o altre persone, il numero di morti sale a 132.
Il 60% dei femicidi è avvenuto nel contesto di una relazione (in corso o conclusa) tra vittima e assassino. Nel 25% dei casi la donna stava per interrompere un rapporto o lo aveva già fatto. Nel 63% dei casi l’omicidio avviene in casa. Le vittime sono nella maggior parte italiane (69%) così come gli assassini (73%). Dal 2005, da quando cioè la Casa delle donne ha iniziato a raccogliere i dati sul femicidio, sono 901 le donne uccise.
La regione Emilia Romagna, come le altre regioni del nord, è ai primi posti per frequenza di femicidi. Con 15 omidici nel 2012, la regione è al terzo posto in questa triste classifica, preceduta solo da Campania e Lombardia. “Laddove le donne vivono situazioni di maggior autonomia e indipendenza, e sono meno propense ad accettare di subire violenza e disparità di potere nella relazione esse sono anche maggiormente a rischio di finire vittime della violenza maschile” si legge nel rapporto.

