22 nov. – In Emilia Romagna sono 14 i femicidi negli ultimi 11 mesi e due di loro sono state uccise durante lo scorso fine settimana. Gli omidici di donne in quanto tali sono in crescita: 127 in Italia nel 2010, 7 ogni giorno in tutta Europa.
L’occasione per fare il punto sul fenomeno è stata la presentazione, in viale Aldo Moro e nell’ambito del festival “La violenza illustrata”, dei dati di “Femicidio. Dati e riflessioni intorno ai delitti per violenza di genere”, il testo curato dalla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna. Le cifre raccolte sono sottostimate di circa un terzo, perché il Ministero dell’Interno non fornisce dati su cui si possa risalire alla violenza di genere, quindi la fonte primaria sono i media.
Nella maggior parte dei casi l’autore è conosciuto (il 22% il marito o il compagno, il 22,8% l’ex partner) ed il 70% è italiano. Il problema viene messo in evidenza solo quando si parla di stranieri, mentre richiederebbe maggiore attenzione sempre, come ha ricordato Cristina Karadole, la giovane ricercatrice che ha presentato i dati.
I femicidi sono trasversali per condizione sociale e cultura, ma questo non significa sollevare dalle responsabilità le istituzioni, perché responsabili ogni qual volta non fanno prevenzione, protezione e non attuano le conseguenti punizioni, come prescritto dalle istituzioni internazionali e precisato da Barbara Spinelli, avvocato e studiosa di femicidio presente al convegno. E un appello i centri violenza lo fanno anche ai media: parlare di omicidio passionale, raptus, o troppo amore da parte degli omicidi non fa che giustificarli e diffonde un’idea sbagliata del femicidio.

