18 apr. – Non sono solo i comuni ad essere preoccupati delle modifiche al fisco locale dovute al federalismo. L’Associazione nazionale dei costruttori edili, infatti, teme un aumento della pressione fiscale dovuto proprio alle novità fiscali introdotte da quella che il governo sostiene essere una “riforma epocale”. Ma la “bestia nera” dei costruttori rimane comunque il Patto di stabilità: bloccando le spese dei comuni impedisce anche alle aziende di ricevere i compensi per i lavori svolti. Per questo, il direttore generale del Collegio costruttori di Bologna, Carmine Preziosi, chiede “uno straordinario da parte delle amministrazioni”. L’Ance propone, quindi, un “piano straordinario per l’efficienza amminstraztiva per istruire in sei mesi tutti gli investimenti privati realizzabili“. E per aggirare i vincoli del Patto di stabilità, Preziosi chiede ai comuni di avere più fantasia: “Bisognerebbe gestire in modo creativo il Patto coivolgendo anche il mondo del credito”. Gli strumenti utili a questo proposito sono il “Project financing” e il “Leasing in costruendo” che consentirebbero, secondo i costruttori, “di mantenere il credito del territorio sul territorio“.
