11 gen.- E alla fine ha detto sì. Giovanni Favia si candiderà con la lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia e sarà il capolista dell’Emilia Romagna. L’ex 5Stelle ha spiegato che durante la campagna elettorale rimarrà nel gruppo grillino, “per portare a termine alcuni atti” ha detto. Qualora non venisse eletto in Parlamento, ha assicurato che darà le dimissioni da viale Aldo Moro durante la riunione semestrale di conferma del mandato prevista per giugno.
“Mi è stata garantita massima indipendenza” ha detto Favia che ha letto, con gli occhi rossi incollati sul foglio e la voce incerta, la nota con cui dice sì all’ex pm. “Cambiano mio malgrado i percorsi, non gli obiettivi, e soprattutto i principi” dice l’ex enfant prodige che accusa il suo vecchio mentore, il comico genovese Beppe Grillo, di averlo espulso per via di “una scelta arbitraria e irrazionale”.
Ascolta Favia Favia legge comunicato_sito
“Gli amici non si giudicano. A volte non si capiscono, sempre si comprendono” è stato questo il lapidario commento affidato a Facebook del capogruppo dei grillini in Regione, Andrea Defranceschi.
Al termine della lettura del comunicato, Favia ha cercato di guadagnare in fretta gli ascensori per risalire nel proprio ufficio. Non è riuscito però ad evitare le domande dei cronisti, e soprattutto quelle di alcuni attivisti dell’assemblea bolognese di Cambiare si può che l0 hanno apertamente contestato. “Non ti vergogni?” chiedevano alcuni, in tutto meno di una decina. Tra di loro anche Lorenzo Alberghini, grillino della prima ora che accusa proprio Favia di averlo allontanato dal movimento: è lui che maggiormente incalza Favia.
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Proprio sulla neonata pagina Facebook del gruppo di Rivoluzione Civile di Bologna è apparso un appello contro la candidatura di Favia che sta scatenando un vivace dibattito.


