4 dic. – Le due querele che Giovanni Favia ha presentato ieri in Procura, e da cui sono scaturite due diverse indagini, sono strettamente legate: “Una non sarebbe stata possibile senza l’altra”. A dirlo è lo stesso consigliere regionale del Movimento 5 Stelle che ai nostri microfoni spiega ilperché ha scelto di rivolgersi alla Magistratura. “Ho dovuto difendermi da un’accusa infamante” dice il grillino ribelle riferendosi al post apparso sul sito di Beppe Grillo in cui lo si accusava di aver concordato il ‘fuorionda’.
“Nessun fuorionda” dice Favia che infatti ha accusato, insieme al suo legale, il giornalista che ha registrato le sue parole su Grillo e Casaleggio di violazione della privacy, ipotizzando che ci possano essere gli estremi di intercettazioni illegali.
Domani sera, Favia e il collega Andrea Defranceschi saranno a Bologna per la consueta riunione semestrale di conferma dell’incarico. Una votazione che arriva dopo i plebisciti delle scorse settimane nelle altre province della Regione. Un incontro che “non è obbligatorio”, ricorda Favia, come lo stesso Grillo ha recentemente ribadito, ma che “noi avevamo promesso in campagna elettorale e che continueremo a fare” dice ancora Favia. I due consiglieri sono tranquilli e non temono un nuovo divampare delle tensioni interne al movimento.
La serata di domani, alle 21 nella sala del Centro congressi di Italia 7 Gold di via dell’Arcoveggio, sarà occupata anche dalla presentazione dei concorrenti alle “parlamentarie“, le elezioni primarie on line del movimento 5 stelle per la selezione dei candidati al Parlamento. E sulle ‘parlamentarie’ Favia ammette i problemi tecnici di questi giorni ma di dice fiducioso: “Ora è il momento di accettare questa sfida, è la prima volta che in Italia si fa una selezione dei parlamentari in questo modo, e io voglio avere fiducia”.
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