Far tornare agricolo del terreno edificabile: a Reggio Emilia si può

Bologna, 10 mar. – Lo stop al consumo di suolo rimane spesso lettera morta nei programmi elettorali. A Reggio Emilia, il neo assessore all’urbanistica Alex Pratissoli, cogliendo al balzo la palla della crisi del settore edile, ha trovato il modo di passare dalle parole ai fatti. “L’obiettivo è quello di assecondare delle dinamiche che sono già in atto nel territorio- spiega l’assessore- e in particolar modo nel settore delle costruzioni che oggi è prettamente vocato al recupero dell’esistente“.

Nei piani dell’amministrazione guidata dal sindaco Luca Vecchi c’è di arrivare ad una modifica del Piano strutturale comunale ora in vigore. Ma non di imperio: l’assessore Pratissoli ha pensato ad un percorso partecipato. Il Comune ha aperto una procedura di avviso pubblico per la raccolta e la selezione di manifestazione di interesse relative alla riqualificazione urbanistica. In sostanza l’amministrazione si rivolge direttamente ai proprietari: potranno, fino al 21 aprile prossimo, chiedere di riconvertire i propri terreni edificabili in agricoli. Questo consentirà loro di risparmiare molto sull’Imu. Al momento, a procedura ancora aperta, sono circa 34 gli ettari di terreno edificabile (22 residenziale, 12 di produttivo) che potrebbero tornare all’agricoltura, con un mancato introito per il comune di circa 80 mila euro all’anno.

Fino a qualche tempo fa, prima della crisi, un discorso come quello di Reggio sarebbe stato impossibile: proprietari che rinunciano ai propri diritti di edificazione. “Togliendo delle previsioni di espansione in territorio agricolo si rafforzano ulteriormente delle scelte di piano che andavano verso la rigenerazione” spiega prosegue Pratissoli.

“Ci vorrebbe una legge nazionale sul consumo di suolo” dice Pratissoli che evidenzia come ora sia davvero difficile per le amministrazioni tornare indietro su decisioni prese in passato.

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