17 apr. – “Ci hanno comprato a peso d’oro, adesso ci buttano come ferro vecchio”, questo lo striscione affisso davanti allo stabilimento Itc, azienda tessile del Gruppo Ferré, durante il presidio di questa mattina dei dipendenti.
L’Itc e la Gianfranco Ferré di Milano sono di proprietà del gruppo Dubai Paris Group da marzo dello scorso anno, che ieri ha dichiarato di voler sospendere l’attività di sartoria, modelleria e disegno fino a dicembre. Il piano industriale biennale di Dubai Paris Group, al momento dell’acquisto, prevedeva un rilancio della qualità del prodotto. Ma, secondo la Filtcem Cgil, per l’azienda i margini di sviluppo si sono ridotti ed è partita la richiesta di cassa integrazione a zero ore per circa la metà dei dipendenti dello stabilimento bolognese di via Stendhal, con la chiusura di fatto dell’attività. La notizia è stata data da Roberto Guarinoni della Filctem – Cgil che ha aggiunto: “L’azienda ha però deciso di non consegnare oggi le lettere per la cassa integrazione per i 23 dipendenti, questo è già un piccolo risultato. Il legale della Gianfranco Ferré Spa e Itc, Giuseppe Strano, smentisce: “L’azienda non dismette un bel niente. Per ora nessuno è in cassa integrazione e non è stata ancora presa nessuna decisione.” La sua dichiarazione non convince i sindacati, intenzionanti comunque a “chiedere un tavolo presso il ministero perché siano rispettati gli accordi presi al momento dell’acquisto”. Guarinoni ha anche aggiunto questo particolare: il Ministero dello sviluppo economico ha chiesto il sequestro del marchio sottolineando “il pericolo che questo gruppo prendesse il marchio e lo portasse fuori dall’Italia, spostandolo a Dubai.” Ma la proprietà, ovviamente, nega.
Dalle 12 alle 13 anche i lavoratori della Ferré di Milano si sono fermati per solidarietà con la protesta dei colleghi.
