2 ott. – Un sistema complesso e collaudato ha permesso di truffare il Servizio Sanitario Nazionale per almeno un milione e 200 mila euro. A ideare la truffa due manager e un informatore farmaceutico dell’Italfarmaco, azienda milanese.
I medici contattati dall’informatore prescrivevano a pazienti ignari o addirittura deceduti costosi farmaci targati Italfarmaco, tra cui la Longastatina (un antitumorale del costo di 1.395 euro a confezione). I farmacisti intascavano i rimborsi per i farmaci prescritti indebitamente, quindi smaltivano illegalmente i medicinali o li rivendevano attraverso canali illeciti. Ci guadagnavano tutti: i manager e l’informatore, che incrementando le vendite ottenevano promozioni e benefit; i medici, ricompensati per le false ricette con regali o rimborsi per viaggi; i farmacisti, che incassavano i rimborsi e i proventi della rivendita illegale.
L’organizzazione prevedeva dei conti aperti presso alcuni negozi di Bologna, Alatri, Terni e un’agenzia viaggi di Foligno, attraverso i quali i medici potevano fare gli acquisti desiderati. In alcune perquisizioni gli agenti del NAS hanno ritrovato televisori, fotocamere, apparecchi elettronici ed elettrodomestici frutto della corruzione per un valore di circa 50 mila euro.
Dopo circa un anno di indagini i Carabinieri hanno eseguito 6 ordinanze di custodia ai domiciliari, mentre le persone indagate a piede libero sono 43. Agli arresti sono finiti, tra gli altri, l’informatore scientifico bolognese Daniele Naldi, oltre al farmacista Roberto Dall’Osso, titolare della farmacia Lodi di via Andrea Costa, Maurizio Bolognini, titolare della farmacia Bolognini di Castelbolognese e Milena Disteso, ex collaboratrice della farmacia Lodi. Fra i 38 medici coinvolti, che lavorano presso ospedali delle province di Bologna, Ravenna, Ferrara e Rimini, anche 25 medici del policlinico Sant’Orsola e alcuni dell’ospedale Maggiore di Bologna. Tra gli indagati, anche il sindaco di Rimini, Alberto Ravaioli.
I reati ipotizzati sono associazione per delinquere, truffa ai danni dello Stato, corruzione, falso ideologico e comparaggio. Nelle perquisizioni sono state ritrovate oltre 4000 confezioni dei medicinali, senza fustella, e alcune centinaia di fustelle sfuse. Gran parte dei farmaci sono stati ritrovati presso l’ex collaboratrice della farmacia Lodi Milena Disteso, che rivendeva le confezioni sul mercato nero.

