Facchini. Crash: “Davanti alla Granarolo agenti in stile Diaz”

Crash

Bologna, 25 gen. – Davanti ai cancelli di Granarolo e Ctl le forze di polizia si sarebbero comportate come “nella scuola Diaz durante il G8 di Genova“. Lo ha detto il collettivo Crash che da mesi è al fianco dei facchini del consorzio Sgb impegnati in una durissima vertenza contro il colosso cooperativo del latte e Legacoop, l’associazione delle coop rosse a cui Granarolo e Ctl aderiscono. Sindacati di base e collettivi accusano le controparti di non aver rispettato l’accordo siglato a giugno in Prefettura.

Oggi si è tenuta, davanti al Gip Alberto Ziroldi, l’udienza di convalida dell’arresto dei due facchini fermati giovedì durante il blocco dei cancelli di via Cadriano. Il giudice si è riservato di decidere (ha tempo fino alle prime ore di lunedì) e ha acquisito il materiale video prodotto dall’avvocato Marina Prosperi, che difende i due facchini, cittadini di origine marocchina sindacalisti dei Si Cobas. Si tratta di quattro filmati realizzati dagli attivisti dei collettivi Crash e Hobo che, a detta della difesa, dimostrano come le accuse della Procura non reggerebbero. La Procura ha accusato i due, arrestati mentre sdraiati sotto i camion ne impedivano il passaggio, di violenza privata aggravata e resistenza aggravata. “Nulla di vero” dicono attivisti e legale che anzi puntano il dito contro le forze dell’0rdine e contro la Procura.

Gli attivisti di Crash, i facchini e i sindacalisti del Si Cobas accusano gli agenti di aver tenuto comportamenti simili a quelli visti nel luglio 2001 durante l’assalto alla scuola Diaz. “Metodi brutali” dicono citando il fatto che a più riprese alcuni agenti (forse carabinieri) avrebbero spruzzato direttamente negli occhi dei manifestanti spray urticante contenuto in bombolette. “Di che gas si tratta? E’ in dotazione ai reparti o è stato portato in servizio autonomamente dagli agenti? L’utilizzo di quel tipo di gas era stato autorizzato dal Questore per questo intervento?” Sono tante le domande che l’avvocato Prosperi pone. Domande pubbliche che potrebbero diventare anche altro, denunce magari.

“Si tratta di arresti intimidatori” dicono gli attivisti di Crash a cui fa eco l’avvocato Prosperi: “Stamane sono stata avvisata solo un’ora prima dell’udienza di convalida”. Una mossa, secondo l’avvocato, finalizzata a far sì che la difesa non avesse il tempo di produrre elementi a discarico degli assistiti. “Non ci fanno paura. Lì stiamo e lì rimarremo fino a che tutti i 51 licenziati non saranno riassunti” dicono i Si Cobas che insieme Crash, oggi in presidio sotto il Tribunale, continueranno a mantenere il presidio davanti a Ctl e Granarolo.

“Vogliamo che il nuovo Prefetto faccia rispettare l’accordo firmato dal suo predecessore – dice Simone Carpeggiani dei Si Cobas – Faccia il suo lavoro o altrimenti cambi lavoro” conclude duro il sindacalista. Il dialogo si può riaprire solo se si interrompono le proteste, fa sapere Ennio Maria Sodano. “Se invece vogliono lo scontro – dice l’inquilino di palazzo Caprara – noi siamo qui anche per questo: per far rispettare le regole”. L’incontro tra Prefetto e Si Cobas potrebbe esserci già nei primi giorni della prossima settimana.

 

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