Faac. Caffarra denuncia ingerenze dalla Santa Sede

Bologna, 21 ago – La “grande amarezza” provata dall’arcivescovo di Bologna, cardinale Carlo Caffarra, dopo le telefonate ricevute da un altro cardinale, Giuseppe Versaldi, presidente della prefettura degli Affari economici della Santa Sede, che lo chiamò per proporgli di accettare un accordo di spartizione dell’asse ereditario Faac, chiamate ritenute “un’ingerenza“.

E la decisione di parlarne ai Pm, dopo quanto detto dai Papi Benedetto XVI e Francesco sulla necessità di “collaborare con la giustizia degli Stati” per sradicare la corruzione dalla Chiesa. Gli elementi emergono dal verbale dell’audizione dell’arcivescovo davanti al procuratore Roberto Alfonso, al procuratore aggiunto Valter Giovannini e al Pm Massimiliano Rossi, nell’ambito delle indagini sulla Faac, azienda lasciata in eredità all’arcidiocesi da Michelangelo Manini. L’inchiesta per tentata estorsione, contestata a quattro avvocati, si è conclusa con una richiesta di archiviazione, a maggio. Le parti, inoltre, hanno trovato un accordo che estingue la causa civile. Ma a maggio 2013, quando Caffarra chiede di essere sentito, le indagini sono nel vivo, dopo che la curia denunciò pressioni. L’arcivescovo ricostruisce che Versaldi “propone un incontro a me, un incontro con una persona di sua fiducia che .. questa persona … che lo aiuta, mi dice, nella questione I.D.I”, Istituto Dermatologico dell’Immacolata. “Mi fa sapere – prosegue – che la proposta riguarda Faac e che la proposta concretamente è così: un terzo di tutto l’asse a loro, non mi ha specificato, due terzi…”. E “per convincermi, diciamo, ad accettare, aggiunge che altrimenti la causa poterebbe durare dieci anni…”. Il suo stato d’animo – domanda Giovannini – dopo la chiamata? “Era di grande amarezza, dottore, di grande amarezza!”, perché “se non mi interesso così tanto io che sono il Vescovo, perché un fratello deve… intromettersi in queste… in queste cose?”. E ancora: “Mi amareggiava questa cosa no? Cioé perché alla fine era una questione di soldi! (…) E non pochi, ecco.. quindi dico: ma perché ci interessiamo di queste cose?”.

Per Caffarra si trattò di “ingerenza” anche perché Versaldi non aveva legittimazione per trattarne: “Capito? Cioè lui si ingeriva nelle giurisdizione di un Vescovo – spiega Caffarra ai Pm poco dopo – e non ha diritto di farlo questo!”. L’arcivescovo riferisce ancora cosa provò: “No perché le dirò dottore, che io prima finivo queste telefonate … e meglio stavo!”. Dopo il racconto dei contatti – conclusi con Versaldi che disse a Caffarra “vedo che lei non vuole interessarsi” e Caffarra che gli rispose “Lei ha capito perfettamente” – Alfonso allora chiede all’arcivescovo perché abbia ritenuto di informare l’autorità giudiziaria. “Il Santo Padre Benedetto XVI e i primi atti di questo Papa – è la risposta – hanno detto che la corruzione dalla Chiesa deve essere sradicata totalmente. Secondo: hanno detto che in questa opera di pulizia i Vescovi devono collaborare con la Giustizia degli Stati”. E quindi, dice più avanti, “io mi sono sentito, credetemi, non l’ho fatto volentieri, che si tratta di un mio fratello nel cardinalato…” però “ho pensato che fosse mio grave dovere! Mio grave dovere di verificare questa cosa, perché anche io sono convinto che la corruzione – quando si dice ‘corruzione’ magari la gente intende subito la pedofilia, ma non è l’unica forma”. Caffarra ha anche riferito di aver “sentito il dovere di correttezza” di avvertire dell’audizione (“non chiedere il permesso”) l’allora segretario di Stato, Tarcisio Bertone, “dicendo semplicemente: in merito all’eredità Faac sono stato chiamato a deporre”. “Bene, ne prendo atto – fu la risposta di Bertone, riferita da Caffarra – una sola cosa chiedi al magistrato, al Procuratore, se ti ascolta non in Procura”. Caffarra fu sentito nei locali della Casa del Clero. E quando arrivò l’eredità, l’arcidiocesi sapeva che Manini l’aveva da tempo nominata erede universale? “E’ stato un fulmine ciel sereno! (…). Io non sapevo neppure che esistesse la Faac”. (ANSA)

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.