Bologna, 22 nov. – Al posto di una parte delle ex fonderie Sabiem sorgerà una cittadella della scienza dedicata ai bambini e ai ragazzi. Il sogno di Marino Golinelli, presidente della Fondazione omonima che oggi festeggia 25 anni, si chiama “Open M” (dove M sta per Mind) e ormai aspetta solo le concessioni edilizie. Il progetto, infatti, a cura dei giovani architetti di Diverserighestudio, è inserito nel Piano strategico metropolitano e l’11 novembre il Consiglio comunale di Bologna ha approvato una deroga al regolamento urbanistico edilizio per il “cambio d’uso” di una porzione dell’area ex Sabiem. Si tratta del civico 14 di via Paolo Nanni Costa.
Sull’area ex Sabiem che dà su via Emilia ponente, invece, destinata a un altro progetto di riqualificazione, al momento tutto tace.
“Open M” si svilupperà su 9 mila metri quadri, di cui la metà al coperto. Golinelli investe 8 milioni di euro per ristrutturare i capannoni industriali, mantenendone il profilo architettonico. L’obiettivo è di aprire a marzo 2015 (in tempo per EXPO 2015) un centro dove la Fondazione Marino Golinelli farà “confluire tutte le proprie principali funzioni, due centri formativi didattici e culturali (Life Learning Center e START – Laboratorio di culture creative) e la sede legale, amministrativa e direzionale”, si legge sulla delibera comunale che ha dato il via libera. In realtà START rimarrà in piazza Re Enzo a offrire laboratori scientifici a bambini e adolescenti, ma raddoppierà con una versione nel nuovo spazio, in prima periferia.
La Fondazione Golinelli vuole investire sui giovani. Con Andrea Zanotti, vice presidente della Fondazione, abbiamo parlato di questo ma anche delle ragioni per cui a Bologna, come nel resto d’Italia, è così difficile portare fino in fondo progetti come questo
Inizialmente il patron dell’Alfa Wasserman, l’azienda farmaceutica ora in mano ai figli di Marino, aveva puntato sul Tecnopolo – un progetto gravato da anni di ritardo – poi ha cambiato mira.
Col presidente del Quartiere Reno Vincenzo Naldi abbiamo parlato della prospettiva, per il suo territorio, di diventare il polo della divulgazione tecnico-scientifica in città, che si fa più concreta dopo la recente inaugurazione del MAST di Isabella Seragnoli. Ma anche della fino ad ora mancata riqualificazione della zona ex Sabiem che si affaccia sulla via Emilia.


