Bologna, 28 ago. – Il Comune conta di “svuotarlo” entro ottobre, dato di scadenza del contratto d’affitto stipulato ormai due anni con Inail. Ma gli attivisti di Social Log non ci stanno, e dichiarano di non volersene andare “se non ci saranno soluzioni vere, concrete e accettabili” per tutti gli inquilini. Si infiamma il dibattito attorno all’ex Galaxy di via Fantin, palazzone di cinque piani e 80 appartamenti usato dal 2015 per dare risposta all’emergenza casa di Bologna.
Nell’ottobre 2015 nel Galaxy entrarono le famiglie sgomberate dall’ex Telecom di via Fioravanti. Il Comune, dopo una lunga trattativa, riuscì a convincere l’Inail a concedere in affitto l’immobile, e lo usò per un progetto di transizione abitativa. Traduzione: contratti di affitto di massimo 24 mesi per permettere ai nuclei familiari di raggiungere l’autonomia economica, e di conseguenza poter fare così a meno dell’aiuto pubblico. Quasi due anni dopo l’assessore alla casa Virginia Gieri conferma: il Galaxy sarà svuotato entro fine ottobre e “saranno garantite soluzioni giuste ed eque“.
La risposta di Social Log, collettivo che organizza decine di famiglie ospitate nell’immobile, è però un muro. “Ad oggi non sappiamo di proposte concrete alle famiglie, se non l’offerta di un’aiuto per entrare nel mercato libero degli affitti – spiegano da Social Log – Per questo non capiamo come il Comune possa parlare di svuotamento, le famiglie non sono vasetti di yogurt con una data di scadenza”. “Il Galaxy l’abbiamo conquistato dopo anni di lotte e con l’occupazione dell’ex Telecom. Se questa è la situazione – dice Francesco, attivista del collettivo – noi da lì non ce ne andremo, e se qualcuno vorrà mettere le famiglie in strada organizzeremo picchetti anti sfratto“.

