24 set. – 225mila euro di maggiore imposta, 603mila di imponibile IRPEF o IRES, 151mila di maggiore imponibile per l’imposta di registro: sono i primi risultati del protocollo antievasione tra l’Agenzia delle Entrate e una buona fetta dei Comuni emiliano-romagnoli (il 40%, inclusi tutti i capoluoghi di provincia ad eccezione di Parma). I Comuni segnalano all’Agenzia casi di sospetti evasori, individuati incrociando i dati disponibili, come la residenza, l’ICI, la tassa rifiuti, la frequenza scolastica oppure le contravvenzioni. L’Agenzia fa poi partire le verifiche e, se necessario, le sanzioni. A Bologna per esempio sono stati accertati oltre 130mila euro di maggiori imposte. Ma è solo l’inizio: il protocollo è stato firmato meno di un anno fa e le segnalazioni si faranno più numerose a partire da questo mese, perché è stata messa a punto una guida operativa con cui formare i dipendenti comunali. Ci guadagnano tutti: i Comuni, che incassano il 30% del recuperato oltre alle addizionali comunali, e il fisco, che avrà a disposizione denaro per la collettività. «E’ un ottimo esempio concreto di federalismo fiscale virtuoso» ha detto il direttore dell’Agenzia delle Entrate dell’Emilia-Romagna Antonino Gentile.
