Bologna, 8 mag. – Il fiscal compact, il patto di bilancio approvato nel marzo 2012 dall’Unione Europea ed entrato in vigore per gli stati membri (ad eccezione di Gran Bretagna e Repubblica Ceca) il primo gennaio 2013, è stata “una medicina necessaria”. Ne sono convinti, pur con sensibili differenze, Paolo De Castro (eurodeputato uscente del Pd in cerca di riconferma), Michele Boldrin (leader di Fare per fermare il Declino e capolista della lista Scelta Europea), Claudio Baccolini (segretario provinciale Italia dei Valori) e Giuliano Cazzola (in corsa con il Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano). I quattro sono stati ospiti questa mattina della nostra prima tavola rotonda sulle elezioni europee (la seconda e ultima andrà in onda martedì 13 maggio). Con loro, in collegamento telefonico, anche l’europarlamentare uscente della Lega nord Mara Bizzotto, la sola a sparare ad alzo zero sia contro il fiscal compact e l’intera Unione.
Le elezioni europee del 25 maggio prossimo sono le prime che consentiranno agli elettori di scegliere il presidente della Commissione europea, l’organo esecutivo dell’Ue. Non si tratta di un’elezione diretta: gli elettori, con il proprio voto, sceglieranno i componenti del Parlamento, a loro volta appartenenti alle grandi famiglie politiche europee che hanno indicato un candidato alla presidenza. Non tutte, in realtà: la Lega, così come i grillini, non hanno indicato un presidente. In corsa ci sono: Martin Schulz, sostenuto dai Socialisti e Democratici, di cui fa parte il Pd; Jean Claude Junker, sostenuto dal Partito Popolare Europeo, di cui in Italia fanno parte sia Forza Italia che il Nuovo Centro Destra; Alexis Tsipras, leader del partito della sinistra greca Syriza, sostenuto dalla Sinistra europea e dall’omonima lista; Guy Verhofstadt, sostenuto dall’alleanza dei Democratici e dei Liberali, di cui fanno parte sia Scelta Civica che l’Idv; José Bové e Ska Keller, candidati dai Verdi.







