18 giu. – “Non mi definisco un produttore”, ha raccontato Ethan Johns ai nostri microfoni, quando l’abbiamo ospitato per un live venerdì scorso. Eppure il britannico ha lavorato (come produttore) con gente del calibro di Paul McCartney, Paul McCartney, Tom Jones, Kaiser Chiefs, Kings Of Leon, The Vaccines, Laura Marling, Crosby, Stills and Nash e Ryan Adams. Proprio con quest’ultimo, però, si è scambiato di ruolo: dietro al mixer del secondo disco solista del figlio d’arte (il padre Gyn Johns, per dire, è stato il produttore dei Led Zeppelin) c’è proprio Adams. Johns ha parlato a lungo con noi, in occasione della data al Bolognetti Rocks, della dualità di ruoli e, ovviamente, del recente The Reckoning.
“Non è facile raccontare un disco in poche parole”, ha ammesso il musicista introducendo la seconda e ultima canzone dello showcase a Maps, “ma fondamentalmente The Reckoning è la storia della dualità che abbiamo dentro di noi”. Bene e male impersonificati nei due fratelli protagonisti di “Among the Sugar Pines”: un’opposizione che potrebbe anche essere rintracciata tra produttore e musicista, due ruoli che, secondo Johns, devono essere nettamente separati. “Sono pochissimi quelli che si possono permettere di produrre un disco da soli: Brian Wilson è uno di questi”: con il nostro ospite abbiamo anche citato Joe Boyd, che abbiamo avuto l’onore di intervistare quasi un anno fa, ma anche del ruolo cruciale del produttore che si trova a lavorare con una persona, il musicista, in un momento critico come può essere quello della registrazione di un disco che, nelle intenzioni, dovrebbe durare per sempre. “Io ho aiutato delle persone a fare dei dischi“, ha confessato modestamente Ethan.
E Ryan Adams ha aiutato molto Johns con il suo ultimo album: “Gli ho lasciato fare il suo lavoro, mi sono fidato di alcune sue scelte, senza porre problemi”. Le canzoni che potete ascoltare sono un esempio dell’alta qualità di scrittura di Ethan Johns: un altro live di cui andiamo particolarmente orgogliosi.



