24 mag. – Sono due sono gli appelli che chiedono la chiusura dei centri per l’identificazione e l’espulsione dei migranti nella nostra regione.
Il primo contro il Cie di Modena è dei sindacati di polizia che unitariamente spiegano come “in queste condizioni si mette a repentaglio la sicurezza di chi ci lavora”. Gli agenti lamentano la mancanza di risorse, la carenza dell’organico all’interno dei centri per migranti. A Modena questa notte sono fuggiti 15 migranti detenuti al Cie. In 26 avevano tentato la fuga, con una rivolta contro le forze del’ordine, ma la metà di loro è stata poi fermata e riportata nella struttura.
L’altro appello riguarda il Cie di via Mattei e recita: “Bologna senza Cie una città migliore”.
L’appello che vorrebbe mettere la parola fine all’ “esperimento del Cie” è stato firmato da numerose associazioni antirazziste, come Ya Basta, Arci, la Rete 1 marzo, dalla Cgil, da Sel, dalla Federazione della sinistra ma anche da esponenti del Partito Democratico, partito che nel 1997 aveva istituito i Cpt con la legge Turco Napolitano.
La deputata Sandra Zampa del Pd, firmataria dell’appello, anticipa che ci saranno future iniziative del Partito Democratico per cambiare il sistema del Cie, a livello nazionale ed europeo. perché è un progetto falimentare, costoso che “ha come unico effetto quello di continuare a produrre illegalità” cie
Il Cie non funziona anche perché ci sono troppe persone impossibili da identificare. A spiegarlo è la garante regionale dei diritti dei detenuti Desi Bruno che racconta ad esempio la vicenda di una una donna rom di 30 anni, in Italia con 5 figli. Oggi si trova nel Cie di via Mattei, sta aspettando di essere identificata, ma questo non avverrà mai. Perché la donna è nata in Bosnia quando ancora c’era la Jugoslavia: il suo nome non è registrato da nessuna parte, in quello che per la legge italiana dovrebbe essere il suo Paese, non sanno niente di lei. E così rimarrà 18 mesi nel Cie, in attesa di un’identificazione impossibile, poi uscirà e rischierà di ripetere la stessa esperienza.
Nel 2011 le esplusioni sono state 334, a fronte di 665 persone transitate dal centro di via Mattei. In 192 hanno fatto richiesta di protezione internazionale, ma solo 30 l’hanno ottenuta.

