España Circo Este: l’importanza di essere maleducati

España Circo Este, foto di Gianluigi Potenza

2 lug. – “Essere maleducati è stato l’incipit per ritornare a una dimensione più reale della realtà”: così ha preso vita Scienze della maleducazione, uscito lo scorso inverno per la bolognese Garrincha Dischi. Gli España Circo Este sabato erano in città in occasione del loro live al Botanique ed il frontman Marcello ha raccontato ai microfoni di Afa la genesi dell’ultimo album, seguito del fortunato esordio La revolución del amor: “Il secondo disco è nato in furgone; e alla fine, in furgone, fai principalmente una cosa: stai al telefono. Ormai viene tutto fuori dal telefono: i nuovi dischi, la musica, i live… con un telefonino stai sempre connesso con tutto il mondo. Con questo secondo disco ci volevamo, appunto, interrogare ‘Cosa stiamo diventando? Siamo contro o siamo pro? Dobbiamo stare al passo con i tempi?’ e ci sono venute un sacco di domande su questo arnese che anche noi usiamo tutti i giorni.”

“La bellezza viene filtrata ogni giorno da mille orpelli, orpelli che vogliono presentare la realtà in maniera più bella o plastificata di quanto in realtà non sia” spiega Marcello, presentando quello che a tutti gli effetti è un manuale di maleducazione, una sorta di guida per riattribuire il significato di bellezza a tutto quello che oggi viene dipinto come poco convenzionale, strano o maleducato. “I brani dell’ultimo disco sono nati sui palchi, specialmente nei soundcheck, perché La Revolucion ci ha occupato veramente molto tempo”. Un tour da oltre 200 date in Italia ed in Europa, tra le quali anche una memorabile apertura a Manu Chao due anni fa a Monza: “E’ stata una data epocale, più che un concerto si è trattato di una festa. Un incontro fra amici che cantavano delle canzoni con le quali hanno creduto in un ideale comune, che credo sia la cosa più bella del mondo”

Sebbene sin dall’inizio l’indole degli España sia stata quella di essere una live band, l’incontro con Garrincha ha in qualche modo aperto loro gli occhi circa il mercato discografico. “Con gli anni abbiamo capito che potevamo affidarci a qualcun altro che non fossimo noi” continua Marcello, spiegando che nell’ottica della maturazione del gruppo l’obiettivo è sempre stato quello di una crescita dal punto di vista musicale. “Da Garrincha abbiamo appreso soprattutto la professionalità di come fare un disco, ad esempio, e la bellezza di lavorare in studio”.

La band è nata in Argentina, trasferendosi solo in un secondo momento in Italia, ma le radici musicali sudamericane continuano a rimanere evidenti: nel loro tango-punk ci sono tracce di cumbia, le cui architetture ritmiche ricorrono sovente nella musica italiana indipendente degli ultimi mesi, dai Tre Allegri Ragazzi Morti a Populous. “Le contaminazioni sono la cosa più bella del mondo, e chi riesce – partendo da una contaminazione – a renderla propria e ad andare oltre, ha vinto” conclude Marcello, che è cresciuto col punk e con lo stoner e cita i Queen Of The Stone Age fra le principali influenze della propria musica.

Ascolta il podcast dell’intervista a Marcello Putano degli España Circo Este:

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