7 ott. – C’e’ anche un dipendente della Polizia di Stato in servizio alla questura di Bologna fra le quattro persone arrestate questa mattina dalla Squadra mobile di Bologna nell’ambito dell’operazione “Escort in rete“, con la quale la Polizia ha portato alla luce, a Bologna, un giro di prostituzione gestito attraverso siti internet e annunci su carta stampata. Il capo d’imputazione è per tutti lo stesso: favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Le quattro persone si occupavano della gestione dei portali e ora si trovano agli arresti domiciliari.
Contestualmente, il direttore responsabile del Resto del Carlino, Pierluigi Visci, è indagato per “omesso controllo” su 800 annunci di prestazioni sessuali pubblicati all’interno del quotidiano. Secondo il pubblico ministero Valter Giovannini, il direttore del ‘Carlino’ “ometteva la doverosa vigilanza e il doveroso controllo e consentiva che venissero pubblicati nella sezione ‘piccola pubblicita” annunci espliciti di favori sessuali”. La scelta di pubblicare le inserzioni anche sul quotidiano, ad un costo mensile di quasi 2.000 euro, sarebbe stata una volontà precisa di alcune prostitute e transessuali, convinti che questa forma di pubblicità portasse più clienti. Gli investigatori hanno precisato che molti dei siti sequestrati non avevano effettive restrizioni per limitare l’accesso dei minori, e in alcuni sarebbero stati offerti esplicitamente rapporti sessuali non protetti.
A partire da dicembre 2008, l’operazione “Escort in rete”, che secondo la Polizia riguarda un volume di affari di diverse decine di migliaia di euro, ha portato al sequestro di 15 siti e a 8 sequestri preventivi di
materiale informatico nonché della rubrica del ‘Resto del Carlino’ contenente le inserzioni erotiche.
