Errani. Almeno una settimana per le dimissioni

Bologna, 9 lug. – Bisognerà attendere ancora qualche giorno per la presentazione formale delle dimissioni di Vasco Errani. Ormai nessuno più pensa che ci sia la possibilità di un passo indietro del presidente della Regione, nonostante la richiesta, ieri, della segreteria nazionale del Partito Democratico.

La richiesta dei partiti di viale Aldo Moro, oggi riuniti nella riunione dei capigruppo, è di attendere la fine della prossima settimana. In questo modo l’Assemblea Legislativa avrebbe la possibilità di approvare, in un’unica seduta di più giorni, gli atti considerati urgenti. Si tratta soprattutto dei fondi strutturali europei ma anche di promozione degli investimenti, promozione e sviluppo della cooperazione sociale, economia solidale, le modifiche al Testo unico sul funzionamento e l’organizzazione dell’Assemblea legislativa e l’assestamento del bilancio di previsione.

L’ultima Assemblea legislativa è dunque convocata per tre giorni consecutivi: martedì, mercoledì e giovedì prossimi.

Il sottosegretario Alfredo Bertelli considera la richiesta ad Errani di attendere “parte dal senso delle Istituzioni dell’atto che ha svolto ieri il presidente: rispettare le istituzioni e soprattutto la comunità emiliano-romagnola, tenendola fuori da questa discussione nata dopo la sentenza”. Il presidente, dunque, “valuterà questa richiesta- afferma Bertelli – penso e spero che sia nelle condizioni di aderire a una richiesta che ha un grande senso delle Istituzioni, fatta da tutti i capigruppo e dall’intero Consiglio regionale”.

Il voto arriverà entro la fine di ottobre. A confermalo è il sottosegretario alla presidenza della Regione, Alfredo Bertelli che fa riferimento il caso Lazio del 2013 quando l’allora ministro Cancellieri “ha inteso i tre mesi per svolgere le elezioni, non per indirle”. Alle elezioni si andrà con il “listino” bloccato come previsto dalla vecchia legge elettorale regionale. “Non c’è tempo per fare approvare la nuova proposta della maggioranza” commenta Anna Pariani del Pd. Resta un’incognita invece la doppia preferenza di genere, secondo Pariani ci sarà perché fa riferimento ad una legge nazionale, dubbi invece da parte di Roberta Mori, presidente della commissione regionale per la promozione di condizioni di piena parità.

Con Errani in queste ore “ci sentiamo frequentemente – ha detto ancora Bertelli – cerchiamo di capire come andare avanti in una situazione complicata”. Oggi Errani è a Roma per discutere con il presidente del Consiglio Matteo Renzi del suo ruolo di commissario alla ricostruzione post terremoto.

 Errani si dimette. E ora che succede?

La lettera dei capigruppo ad Errani

Egregio Presidente,

nel prendere atto della Sua decisione, che rispettiamo profondamente, e nella comune volontà di mettere le istituzioni al centro di ogni iniziativa, siamo a chiederLe, nel pieno rispetto delle Sue scelte, di posticipare la formalizzazione delle Sue dimissioni da Presidente della Regione, in modo tale da permettere all’Assemblea legislativa, e a tutti i consiglieri regionali, di portare a termine l’iter di approvazione di diversi progetti di legge e atti amministrativi che consideriamo urgenti e con ricadute positive per il sistema socio-economico della regione Emilia Romagna, a iniziare dagli atti di programmazione dei fondi europei.

Nell’auspicio che possa accogliere il nostro invito,

Le porgiamo i nostri più cordiali saluti

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