16 mar. – Si concludono con il presidente uscente e candidato del centrosinistra, Vasco Errani, le interviste di Città del Capo – Radio Metropolitana ai candidati alle prossime elezioni regionali (28 – 29 marzo).
CASO DELBONO. Sulle indagini che hanno coinvolto e costretto alle dimissioni Flavio Delbono, Errani conferma la posizione assunta sin dall’inizio dell’inchiesta. «I nostri atti sono pienamente regolari e se vi fossero reati, la Regione, essendo parte lesa, si costituirebbe parte civile. Per quanto riguarda le polemiche della destra, a me sembra che il dato prevalente sia questo: mancano gli argomenti, il fango non è una politica. Si continua a fare fango, ne prendo atto, io vado per la mia strada». Il segretario personale dell’allora sindaco Dozza si dimise dal suo ruolo quando sposò sua figlia, Luce. Che cosa è cambiato nella sinistra? «Sono cambiati i costumi e la cultura. Ciò che conta però è il comportamento. Quando ci sono dei problemi come reagisci? Trascini con te le isitituzioni o le tuteli? Questa è la cosa fondamentale oggi».
TERZO MANDATO. Arrivano critiche non tanto sul suo operato piuttosto sulla mancanza di un ricambio, anche generazionale, in Regione. «Mi è stato chiesto con forte convinzione dal Pd e dall’alleanza e ho accettato. Io non penso che ci siano persone insostituibili, ma questo vale anche per il contrario: non credo che l’innovazione e il cambiamento sia esclusivamente generazionale. In ogni caso sono certamente impegnato a costruire un processo di rinnovamento in questa Regione, anche generazionale».
NUCLEARE. Cosa farà la Regione se il governo andrà avanti su questa strada coinvolgendo il Comune emiliano di Caorso? «Abbiamo già fatto ricorso alla Corte Costituzionale, assieme ad altre dieci regioni governate dal centrosinistra e dal centrodestra. Caorso ha finalmente avviato la denuclearizzazione, che costa centinaia di migliaia di euro. Sarebbe assurdo, è uno spreco enorme di risorse, interrompere questo processo per ritornare al nucleare. Noi useremo tutti i nostri strumenti a nostra disposizione per impedire questa scelta sbagliata».
NUOVA GIUNTA. Errani non si sbottona sulla composizione della nuova giunta, che dovrà a fare a meno di importanti “colonne” quali Giovanni Bissoni e Duccio Campagnoli. «Io la giunta la farò dopo le elezioni. Affronterò questo problema sulla base delle scelte che in primo luogo farò’ io, nella mia responsabilità». Poche parole anche sull’appello firmato da 150 artisti e intellettuali emiliano-romagnoli, che hanno chiesto ad Errani di riconfermare l’assessore alla cultura uscente, Alberto Ronchi. «Che assessori della mia giunta abbiano questo consenso diffuso – risponde Errani – mi fa piacere, è sempre un dato positivo. Gli assessori della giunta hanno lavorato bene».
La campagna elettorale di Errani si concluderà venerdì 26 marzo con un’iniziativa sul lavoro, insieme all’ex segretario del Pd Dario Franceschini. L’appuntamento è al Candilejas di via Bentini alle 18.

