Errani: “Al voto il 28 e il 29 marzo”. Poche aspettative nel Pdl per l’ipotesi di “scambio”

5 mar. – C’è il no netto di Vasco Errani all’ipotesi di uno “scambio politico” tra Pdl e Pd di un’eventuale rinvio delle regionali in Lazio e Lombardia per accorparle alle comunali sotto le Due Torri. “Bologna non ha nulla a che fare con questa vicenda – ha detto il presidente della Regione Emilia Romagna -, questa è un’altra storia. Non esiste nessuna ragione di scambio tra il voto bolognese e quello regionale in Lazio e Lombardia”.
In attesa di quanto emergerà dal Consiglio dei ministri di oggi pomeriggio, nel Pdl emiliano-romagnolo c’è una cautela che fa trasparire le poche aspettative che ancora si nutrono nello “scambio” con una disponibilità del centrosinistra sulle liste contestate delle regionali. Quello su Bologna “è uno scambio che per noi sarebbe conveniente“, ammette il parlamentare Giuliano Cazzola, “ma credo che sia un’ipotesi difficile sul piano politico“. Il margine di manovra perché Bologna venga portata al voto a giugno sembra davvero esiguo anche nelle parole di Filippo Berselli: “Se venissero rinviate le elezioni in tutte le Regioni italiane, ci sarebbe un trascinamento anche delle comunali già fissate – con la riapertura della possibilità anche per Bologna. Ma questo “non so se si verifichera'”, ammette Berselli, visto che l’eventuale decreto “deve essere controfirmato dal capo dello Stato”.
Infine, anche Pier Ferdinando Casini dice no ad una Bologna che il leader dell’Udc definisce  finita “nel mercato delle vacche” elettorale.

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