Eredità Faac. L’azienda va all’attacco

16 nov. – I vertici della Faac si sentono “sotto assedio” e hanno deciso di ricorrere alle vie legali nella vicenda dell’eredità di Michelangelo Manini. Lo fanno dopo una nuova istanza di sequestro presentata da un parente di Manini. Questa volta i provvedimenti richiesti dagli impugnatari non riguardano solo il pacchetto azionario, di cui l’Arcidiocesi di Bologna ha ereditato il 66%, ma “si richiede il sequestro dell’intera azienda, con l’azzeramento del Consiglio di amministrazione e l’allontanamento dell’attuale management”, ha spiegato il presidente Andrea Moschetti.

Al momento è sospeso, invece, il sequestro delle azioni, dopo il ricorso della curia. Se la nuova istanza fosse accolta, “l’azienda potrebbe entrare immediatamente in crisi”, ha detto il consigliere Alberto Caltabiano. Sarebbe “delittuoso” che venisse “messa in pericolo un’attività imprenditoriale in pieno sviluppo“, ha sottolineato l’avvocato Alberto Maffei Alberti, a cui Faac ha dato mandato di intervenire nei procedimenti giudiziali in corso.

Ascolta l’avvocatoalberto maffei alberti sito

“La vicenda ereditaria non riguardava e non deve riguardare l’azienda”, dice il presidente Moschetti, “perché in successione è caduta non l’azienda ma una partecipazione azionaria”. Il timore è che dietro la controversia ereditaria si celi “un’attività ostile nei confronti di Faac”, spiega Moschetti, che ricostruisce anche la mappa degli impugnatari del testamento:

andrea moschetti

L’azienda di Zola Predosa continua a fare utili e nel corso del 2012 ha fatto tre nuove acquisizioni, mantendendo la posizione di leader mondiale nel settore delle barriere autostradali e dei cancelli automatici. L’amministratore delegato Andrea Marcellan, nel tracciare lo stato di salute dell’impresa, che amministra dal 2007 chiamato dal “compianto Manini”, descrive il clima che c’è in azienda:

andrea marcellan sito

C’è stato anche un colpo di scena durante l’inedita conferenza stampa convocata stamattina dai vertici di Faac in un albergo di via Indipendenza. E’ intervenuta una persona che si è presentata come il marito di Mariangela Manini e poi anche come giornalista. Ha voluto precisare che dietro l’azione legale intrapresa da sua moglie non ci sono interessi di terzi, rispondendo all’idea di una presunta “attività ostile” ipotizzata dai vertici aziendali.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.