23 sett. – Il segretario del Partito Democratico, Guglielmo Epifani, ha chiuso ieri sera la festa provinciale de l’Unità di Bologna. Davanti ad una platea di qualche centinaio di militanti “esperti”, il segretario traghettatore è tornato sull’Assemblea nazionale di venerdì e sabato scorsi dicendo che “non è stata una bellissima figura ma comunque abbiamo portato a casa due risultati”: il primo è la “data certa” del congresso(8 dicembre); il secondo “il documento politico” con le regole della consultazione.
Ad aprire la serata è stato il saluto di Lele Roveri, responsabile dell’organizzazione della festa, che ha parlato di numeri da festa nazionale: un milione di visitatori e circa 4 milioni di euro di fatturato. “Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo dati” dice Roveri che con la voce commossa ha anche ricordato “la compagna Loredana“, la militante 61enne che qualche giorno fa è morta poco prima di prendere servizio al Ristorante della Montagna. “Loredana veniva da Grizzana e per tutto il tempo della festa si trasferiva nel campeggio qua dietro e lavorava per il partito: a lei va questo risultato” ha concluso Roveri.
“Una generosità che la classe dirigente non si merita, per via dei suoi comportamenti spesso bizzosi” dice Epifani quando prende la parola.
L’ex leader Cgil è comunque sicuro che le modifiche allo statuto del partito (il superamento dell’automatismo per cui il segretario è anche il candidato alla presidenza del consiglio), quelle che non sono passate sabato per “mancanza dell’unanimità”, saranno approvate a breve dalla direzione con il consenso dei quattro sfidanti.
Epifani si rivolge poi al Partito: chiede di superare in fretta la fase congressuale e di concentrarsi sull’azione politica in Parlamento. “Non facciamoci fermare dalla mancanza dei numeri in Senato” dice il segretario. “Proviamoci a cambiare questo paese” dice.
Al ministro Saccomanni, Epifani rinnova sia la fiducia che i paletti, soprattutto sull’aumento dell’Iva: “Giusto il rigore, ma non senza equità” dice l’ex sindacalista. Attacca gli alleati del Pdl a cui chiede maggiore serietà e conclude dicendo che anche in un “governo di compromesso” c’è un limite ai compromessi che si possono fare.

