31 Gen. – In due affollate assemblee, che hanno raccolto complessivamente 580 persone, e che secondo gli organizzatori si sono tenute in una atmosfera di “liberazione del pensiero e della parola”, alcuni cittadini di Zola Predosa hanno cercato di svelare un “enigma”: quello della sfiducia mossa dal Partito Democratico al loro sindaco Giancarlo Borsari, che sulla base di una consultazione interna lo ha scaricato e gli ha preferito Stefano Fiorini, attuale Consigliere Comunale e membro della Commissione Bilancio.
Alla fine hanno deciso di sostenere Borsari, con l’intenzione “di conservare il meglio della tradizione zolese di sinistra e per invertire il decisionismo e la cementificazione, ereditati dalla precedente amministrazione.”
“L’Enigmaborsari”, così si è autodefinito il gruppo, ha deciso di organizzare il 6 e il 20 febbraio due Laboratori per l’Urbanistica sostenibile e la Democrazia partecipata, con l’obiettivo di raccogliere elementi per costruire un programma di governo. Giancarlo Borsari si è impegnato a partecipare ai laboratori.
Non sono mancate dure critiche al coordinatore dell’esecutivo provinciale PD, Raffaele Donini. In un comunicato stampa i cittadini che si riconoscono nella lista “Enigmaborsari” si chiedono: “quale senso civico, quale moderazione, quale rispetto delle istituzioni, il PD esprima a Zola in questa vicenda” e affermano che “Borsari ha giustamente resistito alla pretesa di sostituirlo lavando i panni sporchi in famiglia, per il semplice motivo che non ha panni sporchi da lavare.”
Si vedrà in futuro se questa spaccatura del PD a Zola sia solo un fatto locale o il segnale dell’inizio della disgregazione del partito liquido anche sul suolo emiliano. Intanto da Zola inviano al PD locale e al suo candidato unico un augurio di una “buona ma perdente campagna elettorale”. Chi vivrà vedrà…

