Enaip a rischio chiusura. Protestano lavoratori e studenti

5 mar. – “Acli, giù la maschera” è la protesta messa in atto questa mattina da circa cinquanta fra lavoratori e studenti dell’En.A.I.P., centro di formazione professionale per adulti e minori che sembra vicino alla chiusura dopo che, il 28 febbraio, la Regione non ha rinnovato l’accreditamento a causa dei forti debiti accumulati negli anni.

Per i lavoratori dell’ente di via Scipione del Ferro, la responsabilità è del gestore, le Acli di Bologna.
“Stanno mascherando dal 1994 il debito dell’ente senza ripianarlo mai – hanno spiegato i manifestanti – ora che la Regione non ha rinnovato l’accreditamento l’Enaip non potrà più partecipare ai bandi di futuri corsi rischiando la chiusura”.

A rischio, secondo i manifestanti, ci sarebbero 135 posti di lavoro, fra personale amministrativo, docenti strutturati e collaboratori (un centinaio), e i quattro corsi di montatori meccanici, termo-idraulici, elettricisti, segreteria con indirizzo informatico, che coinvolgono circa 200 studenti, fra minori a rischio dispersione scolastica (la maggioranza dei quali stranieri) ed adulti disoccupati.

Ascolta la voce degli studenti:

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I manifestanti erano intenzionati ad incontrare e a chiedere garanzie sul futuro della scuola al presidente delle Acli e commissario straordinario dell’Enaip, Francesco Murru, che avrebbe dovuto partecipare ad un dibattito sul federalismo fiscale in via Riva Reno. Dibattito che è stato invece rinviato.”Ci è stato comunicato che vorrebbero creare una nuova società, ma non ci hanno detto nulla su tempestiche e modalità, per questo – ha spiegato un lavoratore Enaip – noi chiediamo che gettino via la maschera e che facciano chiarezza”.

Nel pomeriggio la risposta del presidente dell’Enaip Francesco Murru: “Voglio rassicurare tutti i lavoratori che non sono a rischio gli attuali livelli occupazionali. Le Acli credono molto nel loro ente di formazione. Al momento è in corso un processo di regionalizzazione dell’ente con investimenti per un milione e mezzo. Cifra sufficiente a coprire eventuali poste di credito inesigibili. I lavoratori stiano tranquilli”.

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