Bologna, 17 feb. – L’Italia fuori dalla recessione? Lo dice l’Istat che per l’ultimo trimestre del 2013 ha registrato un aumento del +0,1 del prodotto interno lordo. Quanto meno uno stop di una caduta che andava avanti da 27 mesi, anche se per il 2013 considerato nella sua interezza il pil fa comunque registrare un meno 1,9%. Tutto bene dunque? Non si direbbe a guardare i dati della cassa integrazione forniti dalla Cgil Emilia-Romagna.
“Non c’è alcuna inversione di tendenza sulla crisi in Emilia Romagna – recita un comunicato Cgil – i dati di Gennaio 2014 sul ricorso agli ammortizzatori confermano la drammaticità che colpisce il mondo del lavoro”. A gennaio 2014 in regione sono state 5,8 milioni le ore di cassa integrazione autorizzate, a cui bisogna aggiungere altre due milioni di cassa in deroga “non ancora autorizzate in quanto dovevano ancora essere emanati i decreti attuativi della copertura finanziaria da parte del governo”.
Poi c’è la questione della cassa straordinaria, che aumenta di un milione di ore. “Ciò significa che sempre più si parla di un ridimensionamento strutturale del sistema produttivo e dei livelli occupazionali nella nostra regione. La ripresa delle esportazioni, i cui livelli sono tornati ad essere come quelli del periodo precedente alla crisi, non ha prodotto alcun effetto positivo sull’occupazione: in realtà la contrazione della domanda interna e l’assenza di investimenti negli ultimi 7 anni per rinnovare ed innovare prodotti e cicli produttivi ha vanificato il risultato positivo delle esportazioni”. Insomma, se l’economia riparte per il lavoro (e i lavoratori) cambia per il momento davvero poco.

