26 ott. – “L’Emilia Romagna è la regione che attira più immigrati”. Lo ha detto l’assessore con delega al sociale, Teresa Marzocchi, presentando questa mattina il XX Rapporto statistico sull’immigrazione di Caritas e fondazione Migrantes. Il dossier, la cui prima edizione risale al 1991, assegna alla regione il primato per l’incidenza percentuale di alunni stranieri nelle scuole (13,5% contro il 7,5% di media nazionale) e dei residenti stranieri sulla popolazione totale (10,5% contro la media nazionale del 7%). Sono 515.794 i cittadini stranieri residenti in Emilia Romagna e circa la metà sono donne: questo ultimo dato dimostra come l’immigrazione sia divenuta, ha detto l’assessore Marzocchi, “strutturale, un dato con cui confrontarsi”. Non ha senso, secondo l’assessore, “essere contrari o no all’immigrazione: c’è e bisogna farci i conti”. Bisogna lavorare, secondo Marzocchi, per una società “interculturale” in cui tutte le differenti culture convivano nel rispetto reciproco e nella condivisione dell’unica regola comune: la “Costituzione“.
I cittadini immigrati, come ha tenuto a sottolineare Pietro Pinto, del comitato scientifico Caritas che ha stilato il rapporto, “non è vero che rubano il lavoro” perché sempre di più si nota come, nonostante la crisi economica, gli italiani non siano disponibili a svolgere alcune mansioni; lavori che immancabilmente vengono svolti dai migranti. Secondo la banca dati Inail aggiornata al 2009, i lavoratori dipendenti stranieri in Emilia Romagna sono 307.769, il 19,3% dei lavoratori complessivi. Per la maggior parte sono impiegati nell’industria, nel settore alberghiero, nelle costruzioni, nei servizi alle imprese e nell’agricoltura. Non solo lavoratori subordinati, però: stando ai dati della Camera di Commercio, in regione sono bene 31.101 i titolari stranieri di imprese.

