Bologna, 5 nov. – Il Comune di Bologna ha già assegnato quest’anno circa 400 case Erp e punta entro la fine del 2013 a superare quota 500, oltrepassando la media degli ultimi anni in cui le assegnazioni di alloggi pubblici si attestavano tra 350 e 400. “Sono sicuro che il prossimo anno metteremo in campo uno stock più alto grazie al recupero dell’evasione sui canoni e alla vendita del patrimonio”, assicura l’assessore alla Casa, Riccardo Malagoli.
Palazzo D’Accursio, però, intende andare in pressing anche sulle altre istituzioni pubbliche che a Bologna possiedono decine e decine di appartamenti, alcuni sfitti da anni. “Proporremo al Prefetto di convocare un’ulteriore tavolo sull’emergenza sfratti con tutti i soggetti pubblici proprietari di case sfitte”, annuncia Malagoli in commissione. L’elenco degli enti che tengono vuote case che potrebbero essere assegnate a chi ne ha bisogno lo fa il consigliere del Pd, ex presidente del quartiere Claudio Mazzanti. “Le Poste hanno una trentina di appartementi che tengono vuoti da 25 anni e che ora avrebbero bisogno di essere ristrutturati. Le Ferrovie dello Stato hanno 40 appartementi in via Carracci costruiti a metà degli anni 90, che sono stati affittati solo per pochi anni e che sarebbero immediatamente abitabili”, snocciola Mazzanti, che nella lista mette anche le decine di appartamenti dell’Inps in via Irnerio.
“Se c’è l’emergenza, tutto questo patrimonio deve essere messo a disposizione. Il Prefetto deve convocare questi soggetti pubblici. E’ ora di chiamarli in campo, non possiamo continuare a far finta di non vederli”, sbotta il democratico. Del resto, per molte famiglie il rischio di finire in strada è concreto e tangibile. Le richieste di convalida di sfratto sono state 619. Di queste richiesta di sfratto 619, 429, spiega Malagoli, hanno i requisiti per ottenere i benefici contenuti nel protocollo antisfratti firmato dal Comune con la Prefettura, i sindacati degli inquilini e i proprietari. la procedura si sta affinando, tanto che rispetto ai 13 accordi (su 83 domande) raggiunti nel 2012, si è passati quest’anno a 32, senza contare i 20 ancora in via di definizione. Parallelamante, continua il lavoro per scovare i furbetti che barano per ottenere un alloggio pubblico o per pagare un affitto inferiore alle loro reali possibilità. “I controlli sono importanti per assicura l’equita””, afferma Malagoli, rispondendo alle domande del presidente della commissione comunale Politiche abitative, Pasquale Caviano (Centro democratico). I controlli dell’Acer hanno evidenziato un 16% di dichiarazioni difformi dal 2007 al 2010. “Da settembre abbiamo iniziato il recupero dei canoni non versati e abbiamo già bollettato per un milione di euro- fa sapere Gigliola Schwartz, dirigente di Acer- non solo abbiamo recuperato il pregresso, ma contiamo che d’ora in poi di avere dichiarazioni più rispondenti al vero”. I controlli hanno portato per ora alla decadenza di una trentina di assegnatari e 120-130 procedure di annullamento. “Si tratta di dati parziali”, avverte Schwartz. I soldi recuperati dall’amministrazione andranno per la ristrutturazione degli alloggi che aspettano di essere riassegnati a nuovi locatari. Così come i quattro milioni incassati dalla vendita di una parte del patrimonio. Le risorse verranno però utilizzate anche per l’efficientamento energetico degli edifici. “Anche così si combatte la crisi”, sostiene Malagoli. “Mi sembra che sia sia imboccata la strada giusta, ma bisogna bisogna tutelare anche i proprietari”, avverte il consigliere del Pdl, Daniele Carella.

