Bologna, 14 giu. – Furono sgomberati da Villa Aldini il 28 agosto 2013. Ora, per 19 rifugiati africani arrivano le denunce per aver occupato lo stabile tra aprile e agosto dell’anno scorso, cioè dopo la fine dell’assistenza per la cosiddetta “emergenza Nord Africa”. Denunce per occupazione anche per tre attivisti che in quel periodo li hanno assistiti ed erano presenti il giorno dello sgombero.
Lo ha comunicato l’associazione Primavera Urbana, che in quei giorni assieme ad altre associazioni e gruppi seguiva i richiedenti asilo e i rifugiati rimasti nella struttura comunale. Uno dei migranti, che durante lo sgombero per disperazione iniziò a scagliarsi con la testa contro il muro della struttura, è invece accusato anche di resistenza.
“Dopo la fine dell’assistenza per la guerra in Libia – ha spiegato Lorenzo Alberghini, presidente dell’associazione Primavera Urbana – i migranti si concentrarono un po’ ai Prati di Caprara, un po’ a Villa Aldini, in attesa della conclusione della trattativa col Comune che portò poi all’autogestione delle ex scuole Merlani. Nel frattempo era chiaro e condiviso che i ragazzi dovessero stare da qualche parte, lo sapevano a tutti i livelli politici e se ne parlava esplicitamente”. “Queste denunce saranno un grosso problema per i migranti – spiega Giorgio Simbola di Asia Usb, presente il giorno dello sgombero – Hanno quasi tutti il permesso umanitario vicino alla scadenza, e ora sarà un bel problema rinnovarlo con un procedimenti giudiziario in arrivo”.


