Emergenza Dozza: troppi reclusi, scarso lavoro e poche cure

27 mag. – Al carcere della Dozza di Bologna “la soglia di tollerabilità è stata ampiamente superata e i numeri non accennano a diminuire: è assoluta emergenza“. Lo denuncia la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Desi Bruno, che ha presentato in Comune la quinta relazione sulla sua attività. Tasti dolenti sono il sovraffollamento (“la questione più drammatica”), le condizioni della struttura (anche igieniche), l’insufficienza di personale e operatori (“un mediatore culturale per 750 stranieri”) e la mancanza di lavoro per chi sta dietro le sbarre. Nota positiva, annuncia Bruno, è che la Dozza ha di nuovo una guida. Dopo l’avvicendamento di cinque direttori in un anno, ora c’è la nuova direttrice Iole Toccafondi. Alla Dozza si registrano in media 823 ingressi al mese e i numeri del pre-indulto sono stati ampiamente superati. All’8 maggio, registra Bruno, “in carcere c’erano 1.110 persone, di cui due terzi in custodia cautelare e il 75% stranieri. La situazione rischia di diventare esplosiva, sia per i detenuti che per la Polizia penitenziaria”. La Garante ringrazia la grande vitalità delle associazioni presenti in carcere, che danno vita a progetti. Rimane però il grande problema del lavoro. “E’ la questione piu’ dolorosa e i numeri danno il senso della situazione: all’interno della Dozza, al 31 marzo 2009, lavoravano 114 uomini e 11 donne (di questi, 16 cuochi e 46 addetti alle pulizie). All’esterno, invece, 28 detenuti (di cui 17 in regime di semilibertà).

Il carcere minorile ha completato finalmente il trasloco nella nuova struttura rinnovata, all’interno dello stesso complesso. Alcuni problemi però restano: la mancanza di personale e la carenza di fondi. Secondo Desi Bruno è a rischio l’attività formativa e ricreativa all’interno

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