Emergenza casa. Dopo due anni l’ex Galaxy è pronto a chiudere

L’ex Galaxy di via Fantin 15, quartiere Navile

Bologna, 25 ago. – Sono passati quasi due anni dal 20 ottobre 2015, il giorno dello sgombero dell’ex Telecom di via Fioravanti. Decine di famiglie passarono da un’occupazione ad uno stabile preso in affitto dal Comune di Bologna per rispondere all’emergenza abitativa. Dall’ex Telecom all’ex Galaxy di via Fantin: da uno stabile di proprietà di un fondo di investimento ad un palazzone di proprietà dell’Inail, l’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro. Alle prime 25 famiglie che entrarono due anni fa se ne aggiunsero in poco tempo altre, e tutto l’immobile di cinque piani e 75 appartamenti fu presto utilizzato. Oggi l’esperienza del Galaxy si sta avviando alla fine. “Lo abbiamo sempre detto chiaramente e non cambiamo posizione, il 30 ottobre scade il contratto di affitto con Inail e non lo rinnoveremo“, spiega a Radio Città del Capo l’assessora alla casa Virginia Gieri.

Due mesi di tempo quindi per svuotare lo stabile; sul Galaxy Gieri ha sempre esplicitato l’intenzione del Comune di “superare” una soluzione considerata comunque emergenziale. “Stiamo lavorando da tempo per dare una soluzione a tutti, una soluzione che sia giusta ed equa – conclude Gieri – Siamo tranquilli, ma restiamo attenti perché tutto andrà gestito nella maniera migliore”.

Ogni 12 mesi Palazzo d’Accursio ha speso 280 mila euro l’anno di affitto più le spese per le utenze, la manutenzione e il servizio di mediazione sociale e portierato di Piazza Grande. A contribuire alle spese le famiglie ospitate nei circa 80 appartamentini, ognuna della quali tenuta a pagare un massimo di 200 euro al mese come contributo per la permanenza. Sono passati quasi due anni, una manciata di nuclei familiari se ne sono andati perché hanno trovato una casa. Nello stabile restano circa 65 famiglie in altrettanti appartamenti, 200 persone che da qui a ottobre dovranno essere in qualche modo ricollocate. Non tutte sono in buone condizioni economiche, e c’è chi quei 200 al mese non li hai mai pagati, o li ha pagati in parte, perché non è riuscito a trovare un lavoro stabile.

“Il Galaxy chiuderà? Quelli erano i patti – ragiona il presidente del quartiere Navile Daniele Ara – Devo dire di essere orgoglioso che la parte migliore della città sia stata al nostro fianco, e questo quando tanti hanno strumentalizzato a suo tempo la questione mettendo in contrapposizione la solidarietà con il valore degli immobili adiacenti. Penso che ora ci sarà da fare un percorso complesso, ma per ogni nucleo familiare si troverà la strada giusta”.

Ad occuparsi della mappatura delle famiglie e dei loro bisogno sono stati i servizi sociali del Comune attraverso Asp, l’azienda pubblica di servizi alla persona che si occupa del Galaxy. Non tutti gli ospiti attuali, una volta lasciato il palazzo di via Fantin, otterranno un nuovo alloggio. Chi sarà in condizioni economicamente insostenibili avrà una nuova casa, altri saranno invece spinti verso il mercato degli affitti. Un aiuto potrebbe arrivare dalla delibera di giunta che a fine giugno ha riconvertito i fondi del progetto “Microcredito per la casa” (progetto che su stessa ammissione dell’amministrazione non ha funzionato) in contributi in favore dei nuclei in situazione di transizione abitativa. Già disponibili ci sono 245 mila euro che saranno concessi a fondo perduto alle famiglie, ma solo se residenti sul territorio comunale e se inserite in progetti di transizione. Tra queste ci sono quelle del Galaxy di via Fantin 15. Il fine, si legge nella delibera, resta quello di “restituire l’immobile alla proprietà”. Il contributo massimo per famiglia sarà pari a 5 mila euro, oppure sei mensilità di canone. O ancora, con quei soldi ci sarà la possibilità di pagare le spese di registrazione del futuro contratto d’affitto, di comprare arredi e/o elettrodomestici indispensabili, di allacciare le utenze e di pagare la caparre. A maggio l’assessore Gieri ha poi annunciato anche un cambiamento nella graduatorio Erp: sei punti bonus a “chi conclude il periodo di transizione, è in regola con i pagamenti  e firma un patto di collaborazione per mettersi in gioco, ad esempio partecipando a percorsi di formazione”. I sei punti servirebbero per avanzare nelle graduatorie per le casa popolari, una sorta di riconoscimento del percorso di transizione abitativa.

Non tutto però potrebbe andare liscio e secondo le tempistiche previste dal Comune. Al Galaxy molte famiglie aderiscono alle attività di Social Log, collettivo protagonista delle grandi occupazioni cittadine degli anni scorsi, compresa quella dell’ex Telecom. Da due anni l’assemblea di Social Log si tiene regolarmente negli spazi comuni del Galaxy, e da tempo il collettivo esprime preoccupazione per il futuro degli abitanti di via Fantin 15. Nel giugno 2016 Social Log manifestò alla scadenza dei primi “contratti” delle famiglie di senza casa. “Se il Comune vorrà sfrattare qualcuno porteremo qui centinaia di persone e lo impediremo”, dissero gli attivisti. Lo scorso maggio una delegazione di abitanti dell’ex Galaxy, guidata sempre da Social Log, si è presentata a Palazzo d’Accursio con lo striscione “Non abbiamo scadenze“. La permanenza delle famiglie nell’ex Galaxy, hanno spiegato gli attivisti, avrebbe dovuto aprire loro nuove opportunità di lavoro e “un alloggio dignitoso e definitivo ma così non è stato”. Il timore di Social Log è che molti nuclei familiari, magari i meno vulnerabili, siano abbandonati al loro destino quando ancora non in grado di sostenersi autonomamente. “Noi – è stata la promessa di maggio – non lasceremo quell’immobile conquistato con due anni di battaglie tra ex Telecom, picchetti anti sfratto e occupazioni”.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.