9 ago. – Un impatto violentissimo, fumo, due grandi funghi d’acqua e poi il silenzio in cui il fiume Hudson, a New York, inghiotte un piccolo aereo privato, un Piper con tre persone a bordo in volo lungo la costa del New Jersey, e un elicottero della compagnia privata “Liberty Tours” sul quale stavano volando un gruppo di turisti italiani per vedere dall’alto la Statua della Libertà e i grattacieli di Manhattan.
Venivano tutte dall’area di Bologna le vittime italiane della tragedia: Michele Norelli, 52 anni, e il figlio Filippo 17enne, Fabio Gallazzi di 49 anni e sua moglie Tiziana Pedrone di 45 anni e il figlio Giacomo di appena 16 anni.
I Norelli abitano a Trebbo di Reno, frazione di Castel Maggiore, i Gallazzi a San Lazzaro di Savena. La moglie di Norelli, Silvia Rigamonti, si sarebbe salvata perché temeva quel volo e non se la sentiva di fare il tour con l’elicottero. Come pure è salvo un altro figlio dei Norelli, Davide, che aveva a sua volta il progetto di andare a New York, ma a settembre con la sua ragazza.
A quanto risulta dalle prime ricostruzione dell’incidente, ieri intorno a mezzogiorno (ora locale, le 18 in Italia) l’elicottero precipitato ha perso il controllo dopo essere stato colpito, probabilmente nella parte posteriore, da un’ala del Piper. A confermare questa ipotesi, una fotografia scattata da due testimoni oculari. Nell’immagine si vedono i due velivoli ancora in volo, ma privi di controllo: l’elicottero è senza il piccolo rotore posteriore, il Piper è senza l’ala destra.
Altri testimoni hanno poi affermato che l’elicottero è precipitato in verticale mentre l’aereo ha proseguito il suo volo cadendo nel fiume alcune centinaia di metri più in là.
Le ricerche dei corpi delle vittime, iniziate subito e seppur rese assai difficili dalle acque agitate e torbide dell’Hudson, sono riprese stamattina.
Il gruppo di bolognesi aveva raggiunto gli Stati Uniti il 4 agosto e avrebbe dovuto fare ritorno in città mercoledì prossimo.

