Elezioni in bilico, il pressing del Pd

3 feb. – “Le dichiarazioni di numerosi esponenti del Pdl sono evidentemente finalizzate a preparare preventivamente una decisione del governo che impedirà a Bologna di votare a marzo. Troverei gravissimo che il ministro dell’Interno smentisse così le sue stesse dichiarazioni, rilasciate pochi giorni fa”. Lo afferma il segretario del Pd di Bologna, Andrea De Maria, ribadendo che “il governo deve ora dimostrare se ha la volontà di mettere Bologna davanti agli interessi di parte, facendo votare i bolognesi il 28 e 29 marzo”.

“Sembra confuso il Governo, soprattutto dopo il teatrino secondo il quale dipendeva dal sindaco Delbono o dal consiglio comunale di Bologna il problema della possibilità di votare subito”. Così Duccio Campagnoli, uno dei potenziali candidati sindaco, si esprime sull’ipotesi che non si voti per le amministrative di Bologna a fine marzo. “Al contrario – ha sottolineato -, la responsabilità delle istituzioni bolognesi è stata quella di creare immediatamente le condizioni per andare a votare a marzo, e ora sembrerebbe che ci siano difficoltà“.

“E’ imperdonabile e segno di interessi di parte il comportamento di chi, nella classe politica, non compia il massimo sforzo per restituire un governo alla città”. Lo afferma la senatrice Pd, Rita Ghedini. “Il Governo sia all’altezza dell’aspettativa della comunità bolognese e operi con coerenza per darle attuazione”.

“Non prendiamoci in giro – attacca infine Simona Lembi, assessore alla Scuola -, vogliono spostare la data di pochi mesi in pochi mesi perché l’unico obiettivo della destra è quello di un lungo commissariamento per paralizzare l’attività del Comune di Bologna. Se il Governo si rimangia la parola data sul voto di marzo dimostra come al centrodestra interessino solo giochetti politici e non il bene della citta'”.

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