Bologna, 24 nov. – Roberto Balzani, renziano ed ex sindaco di Forlì, dice la sua sul voto. “E’ stata una lezione durissima perché l’astensione che ha cancellato il 30% di elettori in 5 anni. E’ la dimostrazione che c’è stato uno sciopero del voto, i cittadini hanno deciso di dare una lezione severissima ai partiti e in primo luogo al Pd, sia per quello che hanno fatto e cioè le schifezze immonde della scorsa legislatura, sia per la pochezza della proposta politica evidentemente non abbastanza discontinua”.
Per Balzani sia le primarie del Pd (che l’hanno visto perdente col 40% dei voti) che le elezioni di ieri “sono state tenute bassissime per scelta”. “Nonostante questo un outsider come me alle primarie ha preso il 40% dei voti, ma nessun campanello d’allarme è suonato nella testa della classe dirigente del parito. Non ci sono stati proposte di nessun genere se non quelle tradizionali dei vari gruppi di interesse, e di conseguenza gli elettori hanno deciso di non votare”.
“Ora – dice Balzani – serve una nuova proposta di innovazione politica, ma ci vorranno anni per costruirla e bisognerà far sparire tutti i vecchi arnesi che si sono visti in questi anni. Altrimenti la regione diventerà contendibile”. Bonaccini è la persona giusta per questa operazione? “Forse se ne renderà conto, forse no”, dice Balzani che il 28 novembre lancia un momento di riflessione politica, l’Ubalda. “Bisogna riflettere su cosa è successo, quello che è stato assassinato è lo spirito di partecipazione, e questo non posso perdonarlo al ceto politico”.


