Elezioni Emilia-Romagna. Il Pd vince ma perde 700 mila voti

Bologna, 24 nov. – Il Partito democratico vince le elezioni regionali in Emilia-Romagna e porta a casa 29 consiglieri su 50. Un numero che permetterà al partito di Bonaccini di avere la maggioranza assoluta in viale Aldo Moro. I numeri dei votanti però raccontano di una pesante perdita di voti. Rispetto alle regionali del 2010 i democratici hanno perso 300mila voti, rispetto alle scorse europee ancora di più: 700mila.

Questa la fotografia del giorno dopo le elezioni. In Emilia-Romagna il Pd ha ottenuto il 44.52% con 535.109 voti: era stato il 52,52% alle Europee con 1.212.392, mentre nel 2010 aveva ottenuto il 40,65% con 857.613 preferenze.

“Qui, in un clima difficile, abbiamo vinto noi, con 20 punti di distacco. Non posso essere contento di aver vinto con il dimezzamento dei voti assoluti e toccherà a me per primo che apriremo una nuova stagione di governo”. Lo ha detto Stefano Bonaccini (Pd), neopresidente della regione Emilia-Romagna, intervenendo nella trasmissione Agorà su Rai3. “Vorrei evitare di sentire che il segnale è che il Pd in Emilia-Romagna è scomparso- ha precisato Bonaccini- in realtà rimane primo partito, farà tesoro di questi risultati e ce la metterà tutta per ripartire e aprire una nuova stagione di cambiamento”. In un’altro passaggio dell’intervista, Bonaccini ha detto: “Non posso stracciarmi le vesti, guardo in faccia il problema, che è quello di un voto che ha visto un’astensione record e che quindi non mi soddisfa per nulla; d’altra parte, avendo vinto con un margine molto ampio, toccherà al sottoscritto in primis aprire una grande stagione di cambiamento, ripartire, e provare a dimostrare con i fatti che manterremo questa Regione all’altezza dei territori piu” competitivi d”Europa”.

Roberto Balzani, sfidante di Bonaccini alle primarie del Pd, parla invece su facebook di “lezione durissima”. “Leggendo i dati sull’affluenza alle urne pare evidente una cosa: gli emiliano-romagnoli, di questa classe politica – quella passata e quella presente, quella dei condannati/indagati e quella dei giovani leoni “ripuliti” o delle improbabili comparse – non vogliono saperne. E lo dicono con chiarezza. Al punto da disertare il voto in una percentuale enorme, superiore a quella della Calabria. Vedremo che cosa riservera’ ancora lo scrutinio. Ma il messaggio e’ fortissimo: “dateci discontinuità vera”.

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