L’astensione non scuote Bonaccini: “Nessuna alternativa al Pd”

bonaccini 2 presidente

Bologna, 24 nov. – “Metà della giunta sarà composta da donne e ci sarà una buona dose di rinnovamento”. Non fa ancora nomi, il nuovo presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Ma alcune cose, sul governo che guiderà la regione per i prossimi 5 anni, le dice. “E’ finito un ciclo politico, ne inizia uno nuovo. E quindi ci sarà una nuova classe dirigente“, spiega Bonaccini per poi aggiungere che i nomi dei 10 assessori saranno scelti solo da lui, “in piena autonomia, e con poco bilancino e tanta qualità”.

Fa anche autocritica Bonaccini. Non tanto sull’astensione record che ha colpito la politica in regione, quando sulla sua decisione di candidarsi in Regione.  “Commisi un errore anch’io a sottovalutare la rapidità delle decisioni che dovevamo prendere”, dice il neo governatore ricordando i giorni estivi in cui ci fu un dibattito molto teso, nel Partito Democratico, sulle modalità di scelta di un candidato e i nomi in campo. Sull’astensione al 60% invece Bonaccini non si sbottona troppo né si scompone. “Analizzeremo il risultato, l’astensione è forte e ci penseremo ma lo abbiamo ammesso subito, già ieri sera. Non penso che Renzi abbia sottovalutato quel che è successo“. Come ricucire con i cittadini? Due le azioni. Subito un dialogo con i sindacati per un patto sul lavoro in regione. “Si discuterà, poi però bisogna decidere”. E sarà messa in campo anche qualche tipo di iniziativa per favorire la partecipazione. “Ci inventeremo qualcosa“, dice Bonaccini senza soffermarsi troppo sul problema. Per il momento si sa solo che qualcosa sarà messo in campo, ma nulla “di referendario”, piuttosto meccanismi che favoriranno la “partecipazione larga“.

Bonaccini fa anche una breve analisi del voto. “La Lega ha raggiunto il suo obiettivo, i grillini hanno fatto un buon risultato anche se hanno dimezzato i voti delle politiche. Il Pd invece ha perso voti, ma sono schede che non sono andate a nessun altro. Da noi c’è stata una parte di non voto che è legata anche ad un elemento di schiaffo su cose che non condivide anche ad alcune scelte governo e al rapporto con i sindacati”. E comunque, visto che la “sinistra rivoluzionaria di Tsipras” non intercetta i voti del Pd, spiega Bonaccini che “non c’è alternativa” alla sinistra dei democratici. E lo distanzia tanto più nettamente da Bersani, ex numero uno del Pd nell’era pre Renzi, che ha detto di aver “spaesamento e rifiuto” tra gli elettori.

Una lettura del fenomeno dell’astensione che distanzia Bonaccini da altri suoi colleghi di partito. Lo distanzia dal suo vecchio concorrente alle primarie Roberto Balzani, che ha parlato di “partecipazione assassinata” e di una Regione che nel futuro, se non cambierà qualcosa, “diventerà contendibile”. Lo distanzia dai parlamentari di area Bersani che a Roma, all’agenzia Ansa parlano di “astensione incredibile e sconvolgente da discutere seriamente”. E lo distanzia tanto più da Bersani, che ha parlato di “astensione impressionante”, e di “spaesamento e rifiuto”.

      bersani

Per il resto, nella sua prima conferenza da neo governatore, Bonaccini ha ribadito i punti del suo programma, a cominciare dal lavoro “che sarà la mia ossessione”. Poi ci sarà grande attenzione rispetto ai terremotati. “Una delle prime sedute della giunta la faremo in un municipio colpito dal terremoto del 2012”. Come già annunciato “non so se nella prima giunta o nella seconda” il governo della Regione deciderà ulteriori tagli alle spese della politica. “Una priorità da portare avanti. Il mio è uno stile sobrio e vedrete che in Regione non succederanno più le cose che abbiamo visto”.

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